Srinagar, 23 luglio 2009. La capitale estiva del Kashmir è una città magnifica, adagiata a ridosso del tranquillo Dal small Shrinagar (208)Lake,  specchio d’acqua verde alimentato dalle nevi e dai ghiacciai presenti sulle alte montagne che circondano la valle. Il particolare rapporto che da secoli lega gli abitanti di Srinagar al loro lago, è valso alla città il soprannome di Venzia dell’Himalaya. In effetti, il Dal Lake rappresenta il cuore di Srinagar, e se vogliamo della stessa Valle del Kashmir, dove ogni giorno hanno luogo incontri, accordi, scambi commerciali, giochi, preghiere… Dai bassi fondali, al mattino le donne raccolgono le alghe destinate agli animali domestici. E’ davvero suggestivo osservarle in azione, accovacciate in equilibrio sulla punta di minuscole piroghe, mentre infilano lunghi bastoni sott’acqua, per strappare i preziosi vegetali. Attorno a loro, verso il Dal Gate si concentrano le celebri house boat, le case galleggianti che costituiscono una delle principali attrattive del Kashmir, scelte dai turisti indiani e stranieri per trascorrere un tranquillo periodo di vacanza, lontano dai ritmi vorticosi delle metropoli. Se ne trovano di tutti i tipi, dalle imbarcazioni decandenti e senza particolari pretese, a vere e proprie opere d’arte, decorate con pannelli in legno finemente intarsiati, e arredate con mobili sontuosi, tappeti kashmiri e preziosi oggetti di artigianato locale. Si tratta dell’eredità più apparente dell’ormai andato Raj Britanico, quando famiglie di ricchi coloni inglesi abbandonavano il caldo torrido della Piana Gangetica, trovando rifugio in quest’angolo di paradiso. La legge locale proibiva qualunque forma di proprietà privata ‘su terreno’ per i non kashmiri, ma non citava i possedimenti ‘galleggianti’, da cui il proliferare di queste singolari imbarcazioni residenziali, oggi come allora raggiungibili solo in shikara, barche  simili alle gondole, caratterizzate da un baldacchino che protegge dai raggi solari.

E’ proprio dal porticciolo di una di queste house boat, la Howrah, che partiamo di buon mattino alla volta del mercato galleggiante. Ogni giorno, dalle 4 alle 6,30, a nord dell’area in cui sono ammasste le case galleggianti si radunano venditori e acquirenti di verdure di ogni tipo. Giungono tutti rigorosamente con le proprie piroghe in legno, small Shrinagar (357)alcune usurate dal tempo, altre ravvivate da vernici accese e da qualche disegno floreale. Quelle cariche di merce appartengono ai venditori, pronti a contrattare fino all’ultimo la propria mercanzia, chiudendo con una stretta di mano e un rapido scambio di banconote l’accordo commerciale. I minuti passano, e pian piano nuovi cumuli di verdura vanno a riempire le imbarcazioni vuote degli acquirenti, in buona parte commercianti che rivenderanno il tutto nei propri negozietti in città. I ritmi della contrattazione sono lenti, sembra seguano l’andamento impercettibile della corrente. A lato di questo specchio d’acqua circolare, proliferano i fiori di loto, che spiccano con i loro petali rosa dal verde delle foglie. Le shikara dei curiosi ormeggiano da queste parti, al margine esterno del mercato galleggiante, dove sono letteralmente prese d’assalto da chi vende fiori, o semi di fiori, promettendo facili colture e risultati sicuri. C’è poi chi propone biscotti e dolci, magari accompagnati da un té allo zafferano e cardamomo, tipico del Kashmir, preparato sul posto in un angolo adibito a fornello all’interno della minuscola imbarcazione. Tutti, venditori e acquirenti sembrano abituati agli sguardi dei curiosi, così come all’invadenza delle macchine fotografiche, e i più non sembrano sdegnare qualche scatto in posa.

Lasciamo il mercato galleggiante quando il sole sta per spuntare dalle montagne ad est, ma la temperatura rimane frizzante, così come il clima che si respira sulle acque del Dal Lake. Le serrande dei negozi ricavati dalle house boat si alzano, e nell’aria risuonano i primi richiami dei commercianti. Prima di raggiungere la Howrah superiamo qualche pescatore, impegnato a catturare minuscoli pesci nascosti sotto le foglie piatte dei fiori di loto. Su un terrapieno a destra noto una donna che pulisce alla meglio qualche piatto in acqua, alle sue spalle fa bella mostra di sé un poster dell’ayatollah Khomeini, quasi a ricordare che ci troviamo in una terra a maggioranza islamica. Di li a poco, gli altoparlanti delle moschee si accendono, lanciando in aria il richiamo del muezzin. A Srinagar è iniziato un altro giorno.

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