New Delhi 23 Gennaio 2009. Peggiora la salute del Primo Ministro indiano Manmohan Singh, e per lui si

Il Primo Ministro indiano Manmohan Singh

aprono le porte della sala operatoria. Domani, il 76enne leader dell’Indian Congress Party, subirà un bypass all’arteria coronarica verosimilmente in un ospedale di New Delhi, dove ieri i medici dell’All Indian Institute of Medical Sciences hanno diagnosticato un’ostruzione. 

La notizia è subito stata diffusa dai media nazionali, i quali hanno presentato i possibili nuovi scenari in vista delle imminenti elezioni generali di aprile-maggio, quando avverrà la nomina del nuovo Governo. Per quanto fossero in molti i sostenitori del Congresso ad auspicare una conferma di Singh, sembra ormai certa la sua uscita dalla scena politica, ufficalmente per ragioni di salute. A questo punto, il compito di guidare il principale partito indiano nella bagarre elettorale, potrebbe passare a Rahul Gandhi, 38enne rampollo della più potente dinastia indiana, e figlio dell’Italo-Indiana Sonia Gandhi. E’ lui che dal 2007 guida l’ala giovanile del Congresso, e in molti lo considerano il capofila di una nuova generazione di politici in cui meglio si identifica una nazione dove il 50 per cento della popolazione ha meno di 25 anni. Eletto in Parlamento nel 2004, Rahul è molto popolare nelle campagne indiane, soprattutto grazie ai suoi pernottamenti a casa di famiglie di dalit, “intoccabili” “furoicasta”. Un paio di settimane fa il ministro degli esteri Pranab Mukherjee, rispondendo ai giornalisti, aveva detto: “Non è lontano il giorno in cui Rahul Gandhi diventerà primo ministro”. Non sarà di certo una passeggiata per il giovane discendente di Nehru e Indira Gandhi, il quale dovrà tener testa all’agguerrita coalizione di oppositori guidata dal Bharatiya Janata Party, partito nazionalista hindu, determinato a prevalere alle vicine elezioni generali previste verosimilmente tra l’8 aprile e il 15 gennaio 2009 (dichiarazione di S.Y. Quraishi della Commissione Elettorale indiana). Tra i temi principali rientrerà sicuramente la questione del rilancio economico, cui a fine 2008, si è aggiunta la scottante problematica del terrorismo, tornata di centrale importanza dopo gli attentati di Mumbai del 26-28 novembre. Sullo stesso piano la politica estera, e le crescenti tensioni neri rapporti con Islamabad, peggiorati negli ultimi mesi sulla base di alcune prove che dimostrerebbero l’implicazione del Pakistan negli attentati di Mumbai.

Nel frattempo, durante la degenza del premier Singh, l’incarico di guidare il Governo spetterà a Mukherjee. Stando alle dichiarazioni rilasciate a Reuters India dal Dr. T.S. Kler, primario del reparto di cardiologia all’Escorts Heart Institute & Research Center Ltd, ci sarebbe una minima percentuale di rischio per il leader del Congresso (già operato per problemi cardiaci nel 1990 e nel 2006), cui serviranno almeno 3 settimane per ristabilirsi dall’interviento.

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