Yekateriburg, 17 giugno 2009. Si alla riapertura del dialogo di pace, ma solo dopo un impegno concreto del Pakistan  nella lotta al terrorismo. E’ quanto emerge dall’incontro avvenuto ieri tra il premier indiano Manmohan Singh e il screenshot158presidente pakistano Asif Ali Zardari a Yekateriburg, in Russia. “E’ un piacere per me incontrarla, ma il mio compito è di dirle che il territorio pakistano non deve essere usato per il terrorismo contro l’India”, ha esordito Singh in apertura del primo incontro di alto livello tra India e Pakistan dagli attentati dello scorso novembre a Mumbai, in cui rimasero uccise 170 persone. Si è trattato senza dubbio di un messaggio forte, valorizzato ulteriormente dalla presenza dei media di tutto il mondo, intervenuti nella metropoli russa per seguire gli sviluppi dei meeting del BRIC e dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. Nella frase del leader del neoeletto governo indiano, è riassunto l’attuale stato dei rapporti tra le due potenze nucleari, con il Pakistan a chiedere una “incondizionata” ripresa del dialogo di pace, mentre l’India pretende, come visto, risultati reali nella lotta al terrorismo di provenienza pakistana. Secondo la stampa indiana (The Times of India), l’incontro di ieri sarebbe stata una sorta di “imboscata mediatica” per mettere Zardari alle corde, e indurlo a capire che non può “usare il meeting per portare in parata la ripresa incondizionata dei colloqui”. Il principale quotidiano indiano parla anche di un Zardari “imbarazzato”, che avrebbe accusato il colpo, magari aspettandosi un Singh più diplomatico.

La novità scaturita da Yekateriburg, è che le tensioni tra New Delhi e Islamabad in seguito agli attentati di Mumbai sono superate, e ora si punta alla risoluzione dei problemi bilaterali, condizione necessaria per la creazione  di un clima politico che favorisca lo sviluppo del Subcontinente Indiano. Il Times of India fa riferimento ad alcune “fonti ufficiali di massimo livello”, secondo le quali i colloqui di pace portati avanti dal 2004 a novembre 2008 hanno perso la loro efficacia, e ora, qualsiasi nuovo dialogo dovrà includere le “lezioni” di Mumbai e Kabul. A partire da ieri dunque, sarebbe stato adottato un nuovo format nei colloqui bilaterali, e c’è da scommettersi che New Delhi non sarà più morbida come nell’ultimo quiquennio con Islamabad.

Ai 20 minuti di incontro di ieri, seguirà nelle prossime settimane un confronto tra i rispettivi ministri degli Esteri sui progressi fatti dal Pakistan nell’anti-terrorismo. Mentre Singh e Zardari torneranno a confrontarsi in occasione del summit del NAM (Non-Aligned Movement) a Sharm-al Sheikh in Egitto.

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