Varanasi

Varanasi, 8 Dicembre 2010. Torna il terrore nella citta’ sacra di Varanasi. Ieri sera alle 6,45 ore locale, un ordigno di piccole dimensioni e’ esploso in mezzo alla folla nel Dasaswamedh Ghat. Una bimba di 10 mesi ha perso la vita, e altre 20 persone sono rimaste ferite. Tra queste ci sono almeno tre stranieri, e il Times of India parla anche di un cittadino italiano, ma la notizia e’ ancora da verificare. L’attentato terroristico e’ stato rivendicato via email 30 minuti piu’ tardi, dal gruppo islamico Indian Mujahideen, piu’ volte nel passato responsabili di azioni simili. In citta’ da giorni l’allerta era ai massimi livelli, per via dell’aniversario della demolizione della Babri Masjid, la moschea di Ayodhya. Secondo gli investigatori, gli attentatori hanno usato una piccola carica di esplosivo allo scopo di creare disordine e lanciare un segnale, ma il bilancio e’ comunque grave. La bomba e’ stata confezionata in un contenitore per il latte, come ce ne sono molti in India, quindi difficilissima da individuare.

Dasaswamedh Ghat e’ senza dubbio il ghat (scalinata che scende verso le acque del Gange) piu’ celebre e frequentato di Varanasi, dove ogni giorno si riversano decine di migliaia di fedeli e turisti. Nello stesso luogo, 5 anni fa si era verificato un altro attentato, in cui persero la vita 22 persone. Quello di ieri e’ il primo attentato dopo Pune, colpita da un violento attentato appena 10 mesi fa. Da New Delhi e’ stato dato l’ordine di intensificare l’allerta in tutto il paese, compresa Hyderabad, dove mi trovo al momento.

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