Ranchi, 22 aprile 2009. Continua l’azione di boicottaggio delle elezioni generali lanciata dai ribelli Maoisti Naxaliti train-indianel Centro India. La scorsa notte, un commando composto da quasi 300 persone, ha assalito e bloccanto un treno diretto a Ranchi, capitale dello stato del Jharkhand situato al confine con Orissa, West Bengal, Chhattisgarh e Uttar Pradesh, mettendo per alcune ore sotto sequestro 700 persone. Secondo i dati diffusi dalle autorità indiane, i guerriglieri, alcuni dei quali armati di arco e frecce,  hanno fermato e assalito il convoglio alla stazione di Barwadih, costringendo poi il macchinista a raggiungere la stazione di Latehar, in un’area remota situata a 160 chilometri da Ranchi. Il sequestro è durato 4 ore in tutto, al termine delle quali i ribelli sono scomparsi nella foresta. Diversamente dalle operazioni messe in atto negli ultimi mesi, quasi sempre sfociate in scontri armati, esplosioni, morti e feriti, quella di stamattina è stata un’azione simbolica, che come affermato dalle autorità indiane “non ha provocato alcuna vittima”. 

Il rapimento del treno di Barwadih sembre essere anche una forma di rappresaglia dei maoisti per la morte di cinque persone uccise la settimana scorsa dalle forze di sicurezza dopo l’assassinio di due soldati. Un altro gruppo di maoisti sembra dato fuoco a un convoglio vicino alla stazione di Untari e dato alle fiamme un edificio scolastico nel distretto di Chatra.

Scontri anche in Bihar, dove altri commando hanno ucciso un camionista e dato alle fiamme otto mezzi pesanti destinati al trasporto di merci.  

Chiara l’intenzione – come già discusso su Indika nelle scorse settimane – dei maoisti, interessati a destabilizzare le vaste aree in cui operano durante il periodo elettorale. In questi giorni, 714 milioni di indiani si stanno riversando alle urne per eleggere la nuova lok sabha, la camera bassa del parlamento. Rispetto alle votazioni del 2004, quest’anno gli aventi diritto sono circa 43 milioni in più, in gran parte giovani di età compresa tra i 18 e i 23 anni. Consapevoli di dover puntare su questo immenso bacino di voti, i partiti indiani in corsa hanno finalmente rinverdito le proprie fila, presentando giovani candidati dotati di un certo appeal. E’ il caso del Congress Party, il principale partito indiano, che ha lanciato l’immagine di Rahul Gandhi, figlio di Sonia Gandhi e discendente diretto della più importante dinastia indiana, i Nehru-Gandhi appunto. Stessa strategia anche per il Bharatiya Janata Party, alleato a Varun Gandhi, cugino di primo grado di Rahul, recentemente arrestato per alcune pesanti dichiarazioni anti-musulmane.

One Response to "Elezioni indiane: sequestro lampo dei Maoisti in Jharkhand. Liberati i 700 ostaggi"

  1. milo  15 dicembre 2009

    cosa vogliono i maoisti in india????

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