Calcutta, 27 aprile 2009. Niente incarico di primo ministro per Rahul Gandhi rahul-gandhi1in caso di vittoria del Congresso. E’ stato lo stesso 38enne rampollo della più potente dinastia indiana a dichiararlo, sabato nel corso di un incontro pubblico con i giornalisti a Calcutta. “Non accetterei se mi fosse proposta la carica – ha affermato in seguito all’incalzante pessione dei reporter -, in quanto non ho abbstanza esperienza”.

Le voci sulla possibile nomina del giovane Rahul – il cui bisnonno Jawharlal Nehru, la nonna Indira Gandhi e il padre Rajiv Gandhi sono tutti stati premier indiani -, sono iniziate a circolare a gennaio, quando il candidato premier per il Congresso Manmohan Singh era stato ricoverato in ospedale per problemi cardiaci. A quel punto, il principale partito indiano ha coinvolto il rampate Rahul, utilizzandolo da prima come ‘ariete’ nella massacrante campagna elettorale che ha preceduto l’apertura delle urne il 16 aprile, facendo credere si stesse delineando qualche avvicendamento ai vertici. In realtà, così come accaduto sabato, il figlio dell’italo-indiana Sonia Gandhi presidente del congresso, ha continuato a smentire le insistenti voci riguardanti la sua possibile nomina come primo ministro. Voci messe in giro in parte dall’opposizione, con il Bharatiya Janata Party in prima fila, interessata ad indebolire il Congresso facendo leva sulla giovane età di Rahul Gandhi, e sulla sua breve esperienza politica.

Sebbene il leader dell’ala giovanile del Congresso non sia il politico di punta del suo partito, va però riconosciuto il suo grande appeal verso le masse di milioni di giovani neoelettori, niente affatto rappresentati dai 70 e 80enni di cui abbonda il parlamento indiano. Un magnete per i voti dei 20enni dunque, ma Rahul è di certo una carta fondametale per il futuro del Congresso, e prima o poi l’avvicendamento con Singh potrebbe avvenire, riportando così un membro della famiglia Gandhi sulla poltrona più pesante di New Delhi.

Per ora, l’India continua a seguire lo svolgimento delle elezioni generali con attenzione. A breve si concluderà la seconda delle 5 fasi previste per questo mese di votazioni, al termine del quale, il 16 maggio, sarà costituita la Lok Sabha, la camera  bassa del parlamento, nominata direttamente dai 714 milioni di votanti. Secondo gli analisti di New Delhi, l’instablità di buona parte delle alleanze principali per i partiti di punta, potrebbe portare ad un governo di breve durata, difficile da gestire e non ingrado di attuare le riforme necessarie per affrontare le sfide che l’India ha davanti.

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