New Delhi 2 aprile 2009. Cresce l’allerta per i candidati alle elezioni generali di Aprile e Maggio. Lo riporta il noto chidambaram-home-ministerquotidiano indiano Hindustan Times, citando una nota messa in circolazione dal ministro degli interni Palaniappan Chidambaram. Nel documento, si invitano i candidati a prendere adeguate misure precauzionali durante i comizi previsti per la campagna elettorale, in quanto esisterebbe la reale possibilità di rimanere coinvolti in attentati terroristici. Si suggerisce anche di pianificare spostamenti e misure precauzionali con le agenzie di sicurezza indiane, in modo da limitare quanto più possibile eventuali rischi.

Diversamente da quanto si potrebbe credere, i  possibili attentatori non sono solo militanti islamici come quelli conivolti negli attentati di Mumbai, ma il cerchio si allarga anche ai numerosi gruppi insurrezionalisti indiani inglobati nella Left Wing, l’Ala Sinistra  composta in maggior parte dai ribelli Maoisti, responsabile di numerosissimi attentati e azioni di guerriglia nel 2008. Non è un caso, infatti se il premier uscente Manmohan Singh ha definito questi movimenti come “la maggiore sfida per la sicurezza interna”.    

Sul fronte della destra hindu, il candidato primo ministro Lal Krishna Advani del Bharatiya Janata Party (BJP) ha difeso Varun Gandhi, discendente della famiglia Nehru e candidato del BJP in Uttar Pradesh, sostenendo che negli ultimi tempi la sua popolarità è cresciuta per questo sarà premiato dal voto degli elettori. Come segnalato su Indika, nei giorni scorsi Varun Gandhi è stato tratto in arresto dopo alcune uscite razziste e anti-musulmane condannate dall’opinione pubblica indiana. Inevitabile la tensione, dovuta anche alle dichiarazioni dei leader del BJP, intenzionati “una volta al potere” a ricostruire il tempio del dio hindu Ram ad Ayodhya, sui resti di una moschea distrutta dagli uomini del Bajrang Dal nel 1992, il braccio armato dei nazionalisti hindu, legato anche al partito di Advani.

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