New Delhi, 12 maggio 2009. Siamo giunti alla vigilia della chiusura delle indiaelezioni indiane, ma l’esito del più imponente voto della storia sembra ancora incerto. Domani, dopo un mese di inteso e non sempre facile lavoro chiuderanno le urne, dove si sono recati 714 milioni di aventi diritto (anche se i dati ufficiali parlano di un calo nel numero dei votanti). A tenere tutti con il fiato sospeso ci pensa ancoa la Sinistra, divenuta la carta vincente nella determinazione della prossima lok sabha (la camera bassa del parlamento), quindi nella costituzione del governo. Pur uscendo da 5 anni di governo come alleata del Congresso – cui aveva ‘donat0′ la vittoria finale sul Bharatiya Janata Party nel 2004 -, i partiti di Sinistra minacciano di non confermare il proprio appoggio al partito presieduto dall’Italo-Indiana Sonia Gandhi. E’ quanto sembra emergere dalle dichiarazioni rilasciate ieri dal ministro del West Bengal Buddhadeb Bhattacharjee, secondo il quale la Sinistra potrebbe schierarsi con un governo veramente “disposto a cambiare” la politica estera ed economica del paese. Si tratta di un’evidente frecciata all’United Progressive Alliance (UPA) guidata dal Congresso, con riferimento in particolare alle strategie di apertura verso gli Usa dello scorso anno, con il Nuclear Deal, e alla stagnazione dell’econimia cui è segito un pesante aumento dei prezzi dei generi di prima necessità. I disaccordi tra il Congresso guidato dal premier uscente Manmohan Singh e la Sinistra, erano sfociati in un allontamanento di quest’ultima ad inizio 2009, quando manifestò la volontà di voler correre da sola come Terzo Fronte, composto dal Partito Comunista (Marxista) e da altri influenti partiti regionali di sinistra.

In risposta alle dichiarazioni di Bhattacharjee, è intervenuto il candidato del Congresso Singh, il quale in buona sostanza ha riconosciuto che fino alla chiusura dei conteggi del 16 maggio tutti gli scenari rimangano aperti. Pur dichiarandosi certo sulla vittoria dell’UPA, aggiungendo in merito alle possibili alleanze post voto: “la politica è l’arte del possibile. Coloro i quali si sono irrigiditi saranno persuasi”.

Incertezza anche sul fronte della Destra, con probabili spaccature (secondo gli analisti già avvenute ma non ancora ufficializzate) all’interno della National Democratic Alliance (NDA). Si tratta della coalizione guidata dal BJP e principale schieramento di opposizione all’UPA. Tranquillizzanti i commenti del portavoce dei nazionalisti indiai del BJP, Ravi Shankar Prasa, secondo il quale il Congresso è stato confuso da voci infondate, assicurando la stabilità della coalizione di Destra.

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