New Delhi, 30 marzo 2009. E’ ufficiale, il Communist Party of India (Marxist)

Prakash Karat

ha rotto con il Congresso, trasformando il Third Front (il ‘terzo fronte’, come si fa chiamare la sinistra indiana) nell’alternativa più influente oltre i due partiti in corsa per le imminenti elezioni generali, il Congresso appunto, e il Bharatiya Janata Party (BJP). Lo ha dichiarato il leader del CPI (M) Prakash Karat nel corso di una conferenza stampa, sottolineando come la chiusura sia “irreversibile e non trattabile” anche se dalle urne il Congresso dovesse uscire come probabile,  vincitore. “Se così dovesse essere noi siederemo all’opposizione – ha aggiunto Karat -, non li sosterremo. Nel caso non ci fosse un risultato netto, la situazione che verrà a crearsi dopo il voto dimostrerà quale combinazione ha la capacità o la credibilità di riunire il maggior numero di partiti. Lasciate che il Congresso provi. Noi ci proveremo”.

La decisione del CPI (M) non può di certo lasciare indifferente Manmohan Singh e gli altri leader del Congresso,  i quali nel 2004 erano riusciti ad ottenere la maggioranza parlamentare proprio grazie al sostegno dei comunsti. Sebbene gli statisti indiani continuino a dare per favorito il partito guidato da Singh, è indubbio che il Third Front sia in grado di condizionare in modo pesante i ‘rimescolamenti’ post elettorali con accordi dell’ultimo minuto, o comunque presentandosi come il maggiore partito singolo al parlamento.

Da considerare anche che in 62 anni di indipendenza, in India nessun partito (o coalizione) è mai riuscito a formare un governo senza il supporto del Congresso o della destra hindu guidata dal BJP. Karat lo sa bene, per questo sta tentando di trascinare sotto l’ombrello del Third Front altri partiti regionli, come accaduto di recente in Orissa, dove il BJD ha rotto con il BJP a favore della coalizione di sinistra. Se da un lato è improbabile un’exploit dell’ultima ora per i comunisti indiani, rimane la certezza che il loro rafforzamento si tradurrà in un maggiore ‘potere contrattuale’ qualora il Congresso ottenesse una maggioranza risicata in parlamento, e ammettendo che Karat possa considerare un riavvicinamento al più importante partito indiano.

GLI ACCORDI CON GLI STATI UNITI

La rottura del CPI (M) è stata provocata dagli accordi sul nucleare civile (il nuclear deal) presi nel 2008 dal governo guidato dal Congresso, con gli Stati Uniti. All’epoca, Karat dichiarò l’intenzione del Third Front di voler fare Manmohan Singh e Jeorge W Bushpressioni per “ritrattare” sul nucleare, e abrogare gli accordi di collaborazione in materia di difesa presi tra New Delhi e Washington. Come avvenuto per il ‘logistic support agreement’  (LSA), che garantisce degli appoggi in India a navi e arei da guerra americani, per rifornimeni e approvvigionamenti, fomentando così la partecipazione  implicita dell’India nella guerra in Afghanistan. Ecco che il fronte comunista  potrebbe in questo modo interferire direttamente con le nuove strategie di Obama nella guerra ad al Quaeda in Afghanistan.

 

IN TAMIL NADU SI ALLONTANA IL PMK

Un altro colpo alla stabilità del Congresso in India è arrivato dallo stato meridionale del Tamil Nadu, dove l’alleato storico Pattali Makkal Katchi (PMK) ha scelto di correre assieme al più importante partito regionale di opposizione, l’All India Anna Dravida Munnetra Kazhagam (AIADMK). Con i suoi 39 seggi parlamentari su un totale di 543, il Tamil Nadu rappresentò (e rappresenta) uno stato cruciale per la definizione della maggioranza per il Congresso nel 2004. “Questa è la decisione del mio partito” ha commentato il dimissionario ministro della salute Anbumani Ramadass, leader del PMK.

Se da un lato la separazione del PMK non sembra poter indebolire poi tanto il Congresso, almeno secondo l’analista politico Amulya Ganguli, la situazione si complicherebbe qualora PMK e AIADMK dovessero allearsi al Third Front, così come palesato nei giorni scorsi.

Mancano poco più di 2 settimane all’inizio delle elezioni generali, previste tra il 16 aprile e il 13 maggio, mentre l’esito dello spoglio sarà ufficializzato il 16 maggio. Sebbene il Congress Party continui ad essere favorito, per come si sono messe le cose non si escludono colpi di scena.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.