BHUBANESWAR, 14 aprile 2009. A due giorni dall’apertura delle urne, in India chhattisgarh1si intensificano gli attacchi dei ribelli Maoist-Naxaliti. Domenica l’ultimo raid, messo a segno dai guerriglieri appartenenti al Communist Party of India (Maoist) che hanno ucciso 10 poliziotti in Orissa, costringendo poi alla chiusura una miniera di bauxite gestita dalla società statale National Aluminium Co Ltd (NALCO). Si tratta dell’ennessimo episodio rientrante nella strategia di boicottaggio e ostacolo messa in atto dai maoisti per le elezioni generali, divenute una vetrina di primordine, in cui ribadire  anche a livello internazionale le rivendicazioni di chi sostiene di lottare per la popolazione povera e “dimenticata” dal governo di New Delhi. L’attacco alla NALCO sembra essere stato ben coordinato e pianificato con cura, con più squadre indipendenti e almeno 100 guerrglieri impegnati nell’azione. Pesante il computo delle vittime tra i poliziotti, rimasti uccisi in 10, mentre secondo le fonti governative sarebbero 4 i ribelli morti durante il pesante conflitto a fuoco. Come risultato dell’aggressione, il direttivo della NALCO ha imposto la chiusura della miniera a cielo aperto da 310 milioni di tonnellate di bauxite per un giorno. “Hanno attaccato durante la notte, intrappolando 60 impiegati” ha commentato P.K. Mohapatra, referente del presidio estrattivo.

Sempre la mano dei ribeli Maoisti-Naxalti anche nei vicini distretti di Bastar e Kanker, nell’area meridionale dello stato del Chhattisgarh, dove venerdì scorso, durante un attacco sono rimasti uccisi 10 militari delle forze di sicurezza governative (CRPF), preseti da tempo in zona per arginare quella che il premier uscente Manmohan Singh ha definito “la principale problematica di politica interna”. Ebbene, nelle aree in questione, l’azione dei maoisti e la loro diffusa presenza sul territorio, hanno praticamente azzerato ogni attività elettorale, impedendo addirittura l’affissione di striscioni o cartelli elettrali lungo le strade. Per questa ragione, i media indiani hanno parlato in diverse occasioni di “boicottaggio riuscito” da parte dell’estrema sinistra nel Centro India.

L’impotenza delle forze di sicurezza di fronte all’attacco dei ribelli, ha costretto i vertici del CRPF a riunirsi d’urgenza per ridefinire le strategie difensive nel Chhattisgarh meridionale, che resta un territorio totalmente fuori controllo. Ciononostante, le autorità gvernative hanno garantito di poter “consentire lo svolgimento di elezioni pacifiche”. Per riuscirci, sono stati chiesti a New Delhi 10 elicotteri e 500 compagnie paramilitary, ottenendone appena 90.

Attacchi anche nel distretto di Bijapur, sempre nello stato del Chhattisgarh, dove domenica sono rimasti uccisi 2 militari, feriti a morte da un’esplosione avvenuta lungo la National Highway 16. Le vittime stavano raggiungendo un battaglione del CRPF destinato alla sorveglianza di alcuni seggi elettorali. Sebbene anche in questo caso ci siano forti sospetti nei confronti dei Maoisti-Naxaliti, le autorità indiane stanno ancora lavorando per identificare i responsabili.

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