Le tigri d’Oriente è il titolo di east 48, il numero di luglio-agosto. Il titolo vuole riferirsi al dossier di approfondimento sull’India e sulla Cina, i due giganti che dettano i ritmi della crescita planetaria. Condannate a correre, le due potenze sono di certo straordinarie,  ma anche pericolose fragilità. Con il celebre appellativo “La tigre e l’elefante” il confronto a cui si assiste è fatto di grandi successi e terribili contraddizioni, di gioventù carica di speranze, di crescita, di velocità ma anche di incertezze politiche e antichi vizi. In questo scenario in cui Europa e Asia si guardano, l’articolo di Emanuele Confortin pone l’attenzione sulle travagliate elezioni in Pakistan. Eccone un assaggio:

“Nawaz Sharif, leader della Pakistan Muslim League-N (PML-N, partito islamico moderato) ha vinto le elezioni di sabato 11 maggio 2013, divenendo l’unico politico pachistano ad assumere la carica di premier per tre volte. Il Leone del Punjab, come è soprannominato Nawaz Sharif, è alla sua terza nomina, ma soprattutto è il primo politico in 66 anni dalla nascita del paese a guidare il passaggio tra un governo eletto e un altro, senza l’intermezzo di una dittatura militare. L’avvicinarsi di queste elezioni storiche ha creato grande pathos, una serrata campagna elettorale ha infiammato le piazze…”.

 

 

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