Srinagar 1 agosto 2009. Nuovo episodio di violenza nella capitale estiva del Jammu e Kashmir PoliceKashmir. Ieri due agenti della polizia kashmira sono stati uccisi in attacchi separati. A dare la notizia lo stesso comando di Srinagar, che ha identificato le vittime, attuando i rilievi del caso necessari per avviare l’indagine che dovrebbe portrare all’identificazione dei responsabili. Al momento, i duplice omicidio non è ancora stato rivendicato. Stando alle informazioni pubblicate da Reuters India, le vittime sarebbero state freddate con alcuni colpi di arma da fuoco, e trovate senza vita da alcune persone richiamate dagli spari. Dopo mesi di calma apparente nella Venezia dell’Himalaya, l’azione delle milizie armate sembra essere tornata a far sentire la propria voce, quasi a voler dimostrare che i Freedom Fighters (combattenti per la libertà) non sono scomparsi. Difficile stabilire ora se quanto accaduto ieri a Srinagar sia un nuovo inizio delle violenze che dal 1989 al 2004 hanno insanguinato la Valle del Kashmir, provocando un crescendo di terrore, soprusi oltre a decine di migliaia di morti. Di certo però, la ripresa del dialogo di pace tra India e Pakistan, interrotto a novembre dopo gli attentati di Mumbai, potrebbe provocare conseguenze inaspettate, come il riattivarsi dell’azaione dei militanti, buona parte dei quali sostenuti da alcune organizzazioni pakistane. Questo è quanto sostengono le autorità dei servizi di sicurezza di New Delhi, secondo i quali il Pakistan starebbe armando e addestrando commando di guerriglieri da spedire in Kashmir per sostenere i movimenti di liberazione. Dal canto suo, Islamabad continua a respingere qualsiasi coinvolgimento con organizzazioni terroristiche di ogni sorta, garantendo di essere seriamente impegnata nel tentativo di arginare il proliferare del fondamentalismo entro i confini nazionali.

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