New Delhi, 2 Settembre 2010. Qualche settimana fa ho letto un interessante articolo sul virus HIV in India e in Asia Meridionale. Credo fosse stato pubblicato dal Washington Post, ma non ne sono certo. Comunque sia, stando agli studi effettuati dai ricercatori dell’International Centre for Research on Women con l’appoggio della Banca Mondiale, sembra emergere una realtà drammatica, che vede in continua crescita la diffusione dell’HIV. Una delle principali ragioni di questo incremento sembra essere l’isolamento sociale e le discriminazioni riservate alle realtà più critiche, soprattutto prostitute e comunità a rischio emarginate. Si tratta di gruppi per i quali il diritto all’assistenza sanitaria e all’inserimento in progetti di educazione e prevenzione non è riconosciuto, oppure lo è ma in forma limitata. Colpa della tendenza discriminatoria della società nei loro confronti, così come degli operatori sanitari e delle amministrazioni locali, i quali ostacolano – ad esempio inibendo gli appartenenti ad una bassa casta indiana, considerati ‘inferiori’ – l’accesso ai servizi medici, alla cura e a tutte le attività correlate, compresa la prevenzione. Questa situazione, rende tali soggetti (parliamo di decine di milioni di persone solo in Asia Meridionale) più vulnerabili alla contrazione di varie malattie, tra le quali il virus dell’HIV, in particolare se la ‘naturale’ discriminazione di un soggetto di bassa jati (lett.’nascita’ spesso tradotto con ‘casta’ seppur erroneamente) viene esasperata nel caso in cui pratichi la prostituzione oppure sia tossicodependente. Emarginazione significa anche difficoltà di prevenzione, difficoltà di sensibilizzazione ed educazione… cui, secondo lo studio presentato durante il recente summit di Vienna sull’AIDS, dipenderebbe la crescita dei contagi, in particolare all’interno di certe realtà sociali.    

“La discriminazione contro gli appartenenti a questi gruppi emarginati a rschio è talmente alta, che loro ritengono le proprie vite degne di protezione”, ha dichiarato Mariam Claeson, curatrice del progetto per l’Asia Meridionale attuato dalla Banca Mondiale.

Solo in India, si stima che almeno 2,3 milioni di individui soffrano di HIV/AIDS, su un totale globale di 33 milioni di sieropositivi.

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