New Delhi, 13 Marzo 2008
Nuova serie di attentati terroristici in India. Oggi pomeriggio, la capitale New Delhi è stata scossa da una successione di 5 esplosioni, avvenute a pochi minuti di distanza in alcune delle aree più frequentate della città. 21 i morti, tra i quali anche un bambino di 2 anni, mentre i feriti sono almeno 90. Stando alla dinamica ricostruita dalle autorità, gli attentatori avrebbero usato cariche leggere, allestite su involucri difficili da individuare quali un bidone per i rifiuti, biciclette e scooter, piazzati in luoghi strategici molto frequentati, soprattutto il sabato pomeriggio. I primi 2 ordigni sono esplosi a Connaught Place, area centralissima ricca di boutique e locali alla moda, frequentata dalla borghesia indiana e da molti turisti stranieri (nessuno dei quali risulta tra le vittime). A distanza di 45 minuti sono poi esplose altre 3 bombe, una a Gaffar Market di Karol Bagh, le altre due lungo i boulevard di Greater Kailash I, zona di shopping prediletta dalla classe medio-alta di New Delhi. Trovati anche 3 ordigni inesplosi, collocati con modalità e tecniche simili in altri luoghi del centro, che nel caso fossero saltati in aria avrebbero sicuramente aumentato il numero delle vittime. A pochi minuti dalle prime deflagrazioni è arrivata la rivendicazione ad opera degli Indian Mujahideen (parte del SIMI, Student Islamic Movement of India), gruppo estremista responsabile anche degli attentati di Jaipur, che ha inviato un’e-mail a televisioni e radio, dichiarando: “in nome di Allah, gli indiani Mujahideen hanno colpito ancora una volta. Adesso provate a fermarci”.
Immediata la reazione delle autorità indiane, che hanno tratto in arresto due sospetti a Connaught Place, quindi fermato per accertamenti un 12enne a Karol Bagh, poi trattenuto come testimone oculare. In contemporanea, sono stati evacuati gli altri mercati della capitale, messe in allerta stazioni ferroviarie e degli autobus, aeroporti e luoghi considerati a rischio. Allarme esteso poi alle altre metropoli indiane, in particolare a Mumbai, la quale si teme possa diventare il prossimo obbiettivo, poi Chennai, Bangalore e Ahmedabad. Per quanto rapido a prestare soccorsi e nella predisposizione dello stato d’allarme nazionale, il Governo Singh (e il Congresso) continua a subire le strategie del terrore attuate dalle prolifere cellule presenti in India, senza riuscire a predisporre una efficace attività di prevenzione o olmeno a limitare l’emergenza. Una mancanza grave, soprattutto se si considera la vicinanza delle elezioni, che sta alimentando il malcontento della popolazione, sfociato in alcuni episodi di protesta nei confronti delle autorità impegnate nei soccorsi.

Quello di New Delhi, è l’ultimo di una lunga serie di attentati, che negli ultimi 5 anni hanno seminato morte e terrore in tutta l’India:
– 13 Marzo 2003, attentato bomba in un treno di Mumbai. 11 vittime.
– 25 Agosto 2003, due autobomba a Mumbai. 60 vittime.
– 15 Agosto 2004, una bomba esplode in Assam (stato nord orientale). Uccise 16 persone, soprattutto scolari.
– 29 Ottobre 2005, 66 persone uccise da tre esplosioni nei mercati di New Delhi.
– 7 Marzo 2006, tre esplosioni in successione nella sacra città di Varanasi. 15 morti e 60 feriti gravi.
– 11 Luglio 2006, sette bombe esplodono in altrettanti punti della rete ferroviaria di Mumbai, causando 180 morti.
– 19 Febbraio 2007, doppia esplosione sul treno di collegamento India-Pakistan. 66 passeggeri bruciati vivi, soprattutto pakistani.
– 18 Maggio 2007, durante la preghiera del venerdì, una bomba esplode all’interno di una importante moschea di Hyderabad uccidendo 11 persone. In seguito la polizia ucciderà 5 musulmani durante una manifestazione di protesta contro gli attentati.
– 25 Agosto 2007, serie di tre esplosioni sincronizzate in un parco di divertimenti e lungo un marciapiede a Hyderabad. 40 vittime.
– 13 Maggio 2008, sette bombe esplodono in zone ad alta frequentazione di Jaipu (Rajastan), in particolare templi hindu e mercati, uccidendo 63 persone.
– 25 Luglio 2008, otto piccoli ordigni esplodono nel cuore del centro tecnologico di Bangalore. Muore una donna e 15 feriti gravi.
– 26 Luglio 2008, altri sedici ordigni di piccoli dimensioni fatti esplodere ad Ahmedabad, uccidendo 45 persone.

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