Srinagar 14 Settembre 2009. Non sembra avere fine l’escalation di violenze che Bus blast Srinagarnel corso di questa estate ha travolto il Kashmir indiano. Risale a sabato mattina l’ultimo grave espisodio, accaduto nella capitale invernale Srinagar. Stando alle notizie diffuse dalle agnzie di stampa indiane (fonte Reuters India), un’auto bomba lanciata contro un autobus della polizia kashmira ha provocato quattro morti, una donna e tre poliziotti, oltre ad almeno 10 feriti. La deflagrazione ha provocato seri danni anche agli edifici circostanti, parte della Central Jail, il principale carcere di Srinagar. Secondo le dichiarazioni rilasciate dal portavoce della polizia, si tratta del più grave attacco degli ultimi mesi in Kashmir, l’ultimo di una interminabile serie di violenze riprese a maggio, pochi giorni dopo l’esito delle elezioni generali che hanno riconfermato il Congress Party al potere. La cruda realtà dei fatti, dimostra come dopo quattro anni di relativa calma, in Kashmir sia ripresa con forza la terribile escalation di violenze lanciata nel 1989 dai movimenti kashmiri che si oppongono a quella che loro definiscono “occupazione indiana” nella Valle, costata decine di migliaia di vittime, tra le forze di sicurezza indiane, tra i militanti e tra i civili innocenti.  

Mentre scriviamo, nessun gruppo di guerriglia kashmiro ha ancora rivendicato l’attentato, ma gli uomini di esercito e polizia continuano le proprie indagini Kashmir Soldiersper risalire ai responsabili. Come da copione, le autorità indiane hanno approfittato dell’attentato dell’altro ieri per sottolineare il coivolgimento dei militanti pakistani operanti oltre confine, che nelle ultime settimane stanno infiltrando uomini e armi nel Kashmir indiano, prima che la neve blocchi i passi di montagna.

Il giorno dopo l’attacco alla prigione di Srinagar, le forze di sicurezza hanno arrestato Ishtyaq Ahmad, 30enne di Pattan, presunto combattente del Harkat-ul-Mujahideen (movimento per la liberazione del Kashmir dalla presenza delle autorità indiane), e reo confesso di aver lanciato una granata contro l’abitazione di un giudice della città di confine Baramulla, lo scorso 8 settembre ferendo una persona. Poche ore dopo l’arresto di Ahmad, la polizia ha sventato un attentato arrestando quattro militanti che si stavano preparando a colpire con delle granate obbiettivi a Srinagar e Pulwama.

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