Peshawar, 16 Dicembre 2015. Il peggiore attacco terroristico della storia del Pakistan ha avuto inizio oggi, alle 10,30 ora locale, nella città di Pak attack TTP Peshawar, uno dei più importanti centri abitati del paese, posto al confine con le Zone Tribali e la Durand Line, il confine con l’Afghanistan. Un gruppo composto da almeno sei uomini travestiti da militari, ha fatto irruzione nella Army Public School (Scuola Militare) locale, e armi in pugno, con cinture esplosive strette in vita, ha dato il via ad una mattanza costata 141 vittime e 124 feriti. Stando a quanto riportato dai media (fonti The News e The Guardian), gli attentatori sarebbero militanti del Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP), i Taliban pakistani impegnati in un violento confronto armato con le truppe pakistane, iniziato all’indomani della Guerra in Afghanistan su spinta degli Stati Uniti. Si tratta dello stesso gruppo terroristico che nell’ottobre 2012 ha attentato alla vita di Malala Yousafzai, insignita poche settimane fa del Nobel per la Pace.

Nel comunicato con cui hanno rivendicato l’azione terroristica, i militanti del TTP giustificano la mattanza quale rappresaglia per l’inasprimento dell’offensiva dell’esercito contro le loro basi, in particolare in Waziristan, dove da giungo l’esercito sta conducendo quella che potrebbe essere la battaglia definitiva contro l’organizzazione terroristica più potente del paese. Operazione chiamata Zarb-e-Azb già costa la vita di 1.600 militanti.

L’azione del commando ha avuto inizio quando le classi erano piene di studenti, evidenziando la chiara volontà di mietere il maggior numero possibile di vittime. Così è stato! I terroristi hanno preso d’assalto l’edificio, spostandosi aula dopo aula alla ricerca di bersagli da uccidere, poco importa se insegnanti, bambine o bambini. Alcuni dei sopravvissuti raccontano che gli assalitori hanno fatto irruzione in classe, e dopo aver freddato con dei colpi d’arma la maestra le hanno addosso un liquido incendiario dandole fuoco, davanti agli occhi increduli degli studenti. Il disastroso bilancio è una conseguenza della lenta reazione delle forze di sicurezza, le quali sono riuscite ad aver ragione degli assalitori non prima delle 5 del pomeriggio. Un attacco violento e pianificato a tavolino, durato oltre sette ore nel corso delle quali la nazione ha seguito con apprensione, attimo dopo attimo, il livello di barbarie cui si è giunti a causa delle concessioni e della tolleranza accordata a movimenti religiosi deviati, da tempo ormai fuori controllo.

Non è un caso che l’obbiettivo scelto dal TTP siano proprio i figli dei soldati. Nella rivendicazione viene infatti accennato alle violenze subite dalle famiglie dei militanti, prese allo stesso modo di mira dalle truppe di Islamabad. Una ‘vendetta trasversale’ dunque, costata la vita a 132 studenti e a 9 membri dello staff scolastico, oltre ai terroristi, tutti uccisi nel corso del ride militare. Sin dall’inizio dell’attacco, fuori dall’edificio si sono radunati madri e padri degli studenti, disperati all’idea che i propri figli si trovassero indifesi nel mezzo di un attacco terroristico di tale portata, definito il più grave della storia del Pakistan. Per molti di questi genitori l’attesa si è trasferita nel Lady Reading Hospital, dove sono stati portati i feriti e i corpi dei defunti per la drammatica conta finale.

Il premier pakistano Nawaz Sharif ha immediatamente diffuso un comunicato di condanna dell’attentato, in cui ha aggiunto “questi erano i miei bambini. Questa è una mia perdita. Questa è una perdita per la nazione”. In contemporanea, i media nazionali divulgavano altre testimonianze, di bambini costretti a raccogliere i resti dei propri compagni riversi in pozze di sangue, colpiti da scariche di tre e quattro proiettili. Secondo Talat Masood, analista militare, il commando ha optato per un obbiettivo soft, ovvero facile da colpire, ma dall’enorme potere psicologico e diretto a destabilizzare la volontà dei soldati impegnati nell’offensiva in Waziristan. Inevitabile la diffusione del panico in tutto il Pakistan, dove sono in funzione 146 istituti appartenenti al Army Public Schools and College System, nei quali studiano migliaia di giovani di età compresa tra i 10 e i 18 anni, figli di soldati o militari in pensione.

 

 

 

 

 

 

 

 

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