Chennai, 30 Agosto 2011. Slitta di due mesi la data prevista per l’esecuzione dei tre accusati per l’assassinio dell’ex premier indiano Rajiv Gandhi, avvenuto il 21 maggio 1991. Lo ha stabilito questa mattina la corte di Chennai, in Tamil Nadu, che ha quindi portato al 9 novembre il giorno previsto per quella che in India viene vissuta come una sorta di vendetta. La decisione sembra essere una conseguenza della richiesta di grazia presentata di recente dagli imputati, e potrebbe derivare dall’intensa attività di opposizione alla pena capitale attuata da avvocati e politici indiani di spicco. Per quanto tutte le istanze rivolte ai giudici di Chennai siano state respinte, rendendo quasi inevitabile l’impiccagione, la decisione di oggi sembra prospettare uno scenario aperto per la causa legale più longeva e discussa della storia indiana (dopo quella per il disastro di Bhopal).    

Murugan, Santhan e Perarivalan sono i nomi dei condannati, i quali all’epoca militavano tra le Tigri Tamil, gruppo di guerriglia in lotta per l’indipendenza dello Sri Lanka nord-orientale, divenuto tristemente noto per i sanguinosi attentati kamikaze messi a segno in 33 anni di lotta. Secondo l’accusa, furono loro gli organizzatori dell’attentato dinamitardo messo a segno da una donna suicida durante una tappa della campagna elettorale di Rajiv Ganghi, allora presidente del Congress Party, in corsa per riprendersi la carica di premier persa alle precedenti elezioni del 1989.

Sebbene le Tigri Tamil avessero in più occasioni dichiarato la loro estraneità all’assassinio, sembra che a decretare la condanna a morte di Gandhi fose stata la sua decisione di invare delle truppe in Sri Lanka nel 1987, a sostegno dell’esercito di Colombo impegnato in un’offensiva contro i ribelli.

Gli abiti e le scarpe indossati da Rajiv Gandhi al momento della sua morte, sono esposti in un museo della memoria a New Delhi, assieme a molti ricordi della madre, la Lady di Ferro indiana Indira Gandhi, uccisa dalle proprie guardie sikh il 31 ottobre 1984 come rappresaglia per la decisione di bombardare il Tempio d’Oro di Amritsar (sacro per i Sikh), durante l’operazione Blue Star.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.