New Delhi, 21 Ottobre 2009. Cresce l’allerta in India per il pericolo di nuovi attentati terroristici. L’allarme è stato

Manmohan Singh
Manmohan Singh

lanciato ieri dallo stesso premie Manmohan Singh, nel corso di un incontro con i capi delle forze armate indiane. Interessante il fatto che Singh non abbia citato il Pakistan, lasciano intuire come il nemico numero uno dell’India, ora condivida la propria posizione a ‘parimerito’ con altre  forze ostili, interne o esterne al Paese.

Il timore riguarda soprattutto le grandi città, e cresce tanto più si avvicina il primo anniversario dei terribili attentati di Mumbai del 26 novembre scorso.

Il Dottore, così come la stampa indiana è solita riferire al premier, ha sottolineato come in India e nei Paesi confinanti ci siano fortissimi interessi economici legati al “business del terrorismo”, invitando le forze di sicurezza a fronteggiare la minaccia con determinazione. “Per questo dobbiamo rafforzare i nostri meccanismi difensivi contro il terrorismo, le guerre non convenzionali e le forme gravi di militanze. Dobbiamo essere preparati a nuovi attacchi, ma dobbiamo anche prevenire reazioni incondizionate”.    

A seguire Singh ha ribadito come nelle ultime settimane la situazione oltre confine – riferimento diretto soprattutto al Pakistan, ma anche all’Iran e all’Afghanistan -, sia nettamente peggiorata, causando un innalzamento della tensione in tutta l’Asia Meridionale. “Per questo – ha aggiunto – le forze armate devono essere pronte ed equipaggiate per fronteggiare ogni conseguenza futura”. Risualta chiara dalle parole di Singh, la volontà di correre al riarmo in vista di possibili conflitti o scontri, così come confermato dalla dichiarazione conclusiva: “le nostre truppe devono essere addestrate a combattere ovunque, in ogni momento e in qualsiasi condizione. La loro capacità di fronteggiare minacce non convenzionali (terrorismo e militanze armate ndr), sarà altamente apprezzata”.

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