Hyderabad, 30 Dicembre 2009. Ieri sera ho avuto modo di sentire Monica al telefono. Era da poco rientrata ad Hyderabad dopo

Manifestazini pro Telangana, foto The Hindu
Manifestazini pro Telangana, foto The Hindu

una giornata trascorsa a Golconda, con il gruppo italiano che sta accompagnando in viaggio, nel cuore del neonato o nascete (questioni di punti di vista) stato del Telangana. L’intera giornata è stata rallentata e ripetutamente interrotta da cortei, scioperi, blocchi stradali e sit-in attuati dai sostenitori dello stato separato, coordinati dal Telangana Joint Action Committee. Stando al suo racconto, non si sono verificati paricolari episodi di tensione o situazioni di pericolo, ma solo rallentamenti che hanno prolungato di parecchie ore gli spostamenti. “Le strade erano gremite di persone, in particolare giovani studenti – racconta Monica -, che tutti assieme stanno chiedendo al governo di approvare la nascita del loro stato, il Telangana”. 

Quello che fino a pochi giorni fa era stato un distretto dell’Andhra Pradesh, dopo anni di lotte per l’indipendenza sembra vicinissimo al riconoscimento dell’autonomia, divenendo uno stato a se stante. Sebbene la scorsa settimana la nomina fosse parsa scontata, New Delhi è tornata sui propri passi, temendo l’innescarsi di una reazione a catena tra i numerosi distretti indiani pronti a trarre esempio dall’esperienza dell’Andhra Pradesh, chiedendo di essere riconosciuti come stato. A dimostrazione di quanto la nascita del Telangana sia sentita a livello locale, il fatto che le manifestazioni in corso non scaturiscano solo dalla mobilitazione popolare, ma godano dell’appoggio di importanti apparati pubblici, come quello dell’Andhra Pradesh State Transport Corporation, che ha sospeso per ore i collegamenti ferroviari e le tratte di oltre 9000 autobus pubblici. Azione di grande impatto, considerando che in India treno e autobus sono ancora oggi i principali mezzi di collegamento, usati da centinaia di milioni di persone sulle medie e lunghe distanze.  

Questa mattina Monica e il gruppo di Viaggi di Cultura sono partiti molto presto da Hyderabad, sperando di limitare i rallentamenti della seconda giornata di sciopero, riuscendoci però solo in parte. Comunque sia ora sono in Karnataka… beati loro.

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