L’Indo è il fiume che ha dato il nome all’India e all’induismo, ma che oggi per la maggior parte scorre in Pakistan, un fiume che ha visto le prime città del mondo, che ha attratto conquistatori assetati e lungo cui sono passate le principali religioni e civiltà del subcontinente, anche se oggi viene continuamente messo in pericolo dall’incuria dell’uomo e dalle dighe.

Alice Albinia, giovane giornalista inglese, ha percorso questo “fiume selvaggio e magnifico, moderno, storico e preistorico” a ritroso, controcorrente, dalla foce fino alle sorgenti. Leggere Imperi dell’Indo, pubblicato in inglese nel 2008 e tradotto in italiano nel 2013, è davvero un viaggio, pieno di dettagli e di documentazione accuratissima, attraverso le varie popolazioni che abitano le sponde di questo fiume.

Non è solo il resoconto di un viaggio, se pur enorme e avventuroso, ma un vero e proprio viaggio nella storia, anche questo a ritroso: ogni capitolo è una tappa del percorso compiuto dall’autrice e apre uno squarcio nella storia, conducendoci sempre più indietro nel tempo. 

Alice Albinia parte da Karachi e dai disordini della Partizione che in questa città sono arrivati un po’ in ritardo, passando per il Sindh e la sua società feudale, i suoi monasteri sufi dove il sincretismo religioso rivela aspetti inattesi che sfociano in feste religiose catartiche. A Hyderabad (la Hyderabad pakistana) conosce la comunità sheedi, i discendenti degli schiavi africani che ancora danzano al ritmo di musiche africane, divisi fra la conservazione delle loro tradizioni e il desiderio di integrarsi nella società pakistana.

L’autrice risale il Punjab pakistano per addentrarsi nelle storie dei sikh, per poi farsi ospitare a casa dei pashtun e nelle zone tribali del nord, dove l’islam convive con tradizioni pre-islamiche. Va sulle tracce del buddhismo nella valle dello Swat, dove le statue del Buddha sono state distrutte dai talebani, e poi ancora più a nord fra i monti dell’Himalaya, viaggiando a piedi tra la popolazione dei kalash, forse gli arii del Rig Veda, il più antico testo sanscrito, e poi, passando in India, tra il popolo dei dardi del Ladakh. 

Fino alle sorgenti dell’Indo, sconosciute quasi a tutti e difficili da raggiungere, in un Tibet dove si concentrano le principali risorse idriche dell’Asia Centro Meridionale. L’autrice compie qualche deviazione dal corso del fiume: in India sulle tracce di Guru Nanak, il fondatore della religione sikh, e in Afghanistan sulle tracce di Mahmud di Ghazni, uno dei più decisi invasori musulmani dell’India.

In questo viaggio nella storia percorriamo così le orme di esploratori britannici del colonialismo ottocentesco, di sovrani Moghul, dell’imperatore Ashoka, di Alessandro Magno. Sempre più indietro nel tempo, percorrendo tutte le tappe principali di questa vasta regione, fino all’età della pietra, e ancora prima: verso la parte finale del viaggio la storiografia diventa archeologia fra i petroglifi del Ladakh, per diventare poi geologia, e ripercorrere la nascita stessa del fiume con la formazione della catena himalayana.

Nelle pagine di Imperi dell’Indo, tutto è approfondito e documentato. La ricchissima conoscenza della storia, della lingua, delle popolazioni e della politica riesce a dare un affresco di una realtà molto sfaccettata, di un Pakistan tutt’altro che monolitico, con un’enorme diversità etnica e religiosa, e migliaia di anni di storia. 

Alice Albinia è veramente brava a descrivere con empatia questa affascinante e problematica diversità, senza mai cedere a sentimentalismo, orientalismo o quant’altro: sa sempre tirarsi indietro al momento giusto per far sì che siano le storie e la storia dell’Indo a essere sempre in primo piano, e non se stessa, anche quando racconta delle sue avventure più “estreme” (come passare il confine con l’Afghanistan attraverso i passi più pericolosi, farsi ospitare o camminare a piedi nelle aree tribali).

Kalash Valley, Chitral (Pakistan). Foto Emanuele Confortin

Imperi dell’Indo è un libro che piacerà anche a chi non ama i resoconti di viaggio, perché di fronte a tanta sapienza tanto ben esposta la lettura procede rapida, capitolo dopo capitolo, come in un romanzo.

Alla fine, questo viaggio lungo l’Indo il lettore penserà di averlo fatto davvero e non riuscirà a provare neanche una punta di invidia nei confronti dell’autrice (come talvolta accade leggendo resoconti di viaggi lontani), ma solo una profonda ammirazione.

L’autrice

Alice Albinia è nata a Londra nel 1976, ha studiato letteratura inglese a Cambridge e storia dell’Asia meridionale alla School of Oriental and African Studies a Londra. Ha vissuto in Nepal e a Delhi.

Alice Albinia, Imperi dell’Indo – La storia di un fiume, Adelphi 2013

Traduzione di Laura Noulian 
pp. 493, € 30

 

 

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