Islamabad, 8 Aprile 2013. Il Pakistan People Party (PPP) ha dovuto disdire il comizio pubblico previsto per l’inaugurazione della campagna elettorale a causa delle minacce di attentati giunte dal Terikh-e-Taliban Pakistan. La data scelta per il primo grande evento elettorale del PPP era il 4 aprile, giorno della in cui cade l’anniversario dell’impiccagione di Zulficar Ali Bhutto, primo grande leader del partito nonché politico molto amato dai pachistani. Tuttavia Asif Ali Zardari, il presidente uscente del Pakistan ha dovuto optare per una conferenza stampa a porte chiuse, cui ha preso parte solamente la troupe della PTV, emittente televisiva statale. Assieme a Zardari, vedovo della compianta Benazir Bhutto, c’era anche il figlio Bilawal Bhutto di 24 anni, messo a capo del PPP nella speranza di un rilancio difficile in vista delle elezioni previste l’11 maggio. “Malgradi molti problemi, ostacoli e critiche noi abbiamo tenuto viva la democrazia, e per la prima volta avrà luogo un trasferimento di potere civile dopo le elezioni”, ha dichiarato in diretta tv Zardari, enfatizzando il successo ottenuto dalla sua coalizione, capace di portare a termine un intero mandato per la prima volta nella storia del Pakistan. “Sono orgoglioso di affermare che non c’è stato un solo prigioniero politico durante il nostro mandato”, ha aggiunto.

E’ difficile stabilire ora, a poco più di un mese dall’apertura delle urne, se Bilawal sarà in grado di imprimere la spinta giusta alla campagna elettorale del primo partito pachistano. Ammesso abbia ereditato il carisma del nonno Zulficar e della madre Benazir, è tuttavia troppo giovane per affrontare le insidie della politica pachistana, inoltre ha trascorso troppo tempo nella residenza di Dubai, per cui il suo volto è lontano dal diventare un’icona del Paese, come avvenuto per gli altri membri della famiglia. Nel tentativo di rafforzare il binomio PPP-Bhutto, la dirigenza del partito ha scelto di riprendere il manifesto reso celebre da Zulficar “roti, kapra aur makan” (cibo, vestiti e casa), svelando a nostro parere una pesante assenza di contenuti, e ribadendo una volta ancora il nepotismo insito nella politica pachistana. La scelta del manifesto dei Bhutto, dimostra inoltre che i problemi principali del Paese sono ancora gli stessi, anche 40 anni dopo.

 

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