Lahore, 12 maggio. In queste ore Indika continua a seguire i risultati delle elezioni pakistane e anche se lo scrutinio dei voti non si e’ definitivamente concluso, la certezza della vittoria di Nawaz Sharif è data. Come già anticipato ieri sera in una nostra nota,  il leader della Pakistan Muslim League-N sta per intraprendere il suo terzo mandato come primo ministro del Pakistan.  Il vantaggio sui suoi rivali sembra inattaccabile con un dato sull’affluenza molto alto, nonostante le minacce da parte talebana e attacchi dinamitardi. Con un trend di 264 seggi parlamentari su 272, la PML-N ottiene 125 posti in più a sedere, mentre il Pakistan Tehreek-e-Insaf di Imran Khan e il Pakistan Peoples Party sono rimasti indietro con 34 e 32 posti, rispettivamente.

Già ieri sera, Nawaz Sharif  ha proclamato la vittoria per il suo partito davanti ad un gruppo di sostenitori esultanti nella sua casa di Lahore e ha chiesto alla gente di pregare che i risultati finali fossero in grado di consegnare una “maggioranza assoluta” per il suo partito, evitando di guidare una coalizione debole. Nella provincia meridionale del Sindh, il Pakistan Peoples Party e il suo alleato MQM hanno finora ottenuto rispettivamente 66 e 15 seggi, e sono comodamente posizionati per formare il governo nell’assemblea dei 130 membri.

Il National Party ha subito un colpo nella  provincia di Khyber-Pakhtunkhwa, ottenendo solo tre seggi, mentre il Pakistan Tehreek-e-Insaf sembra ortare a casa 31 seggi. Per avere la maggioranza di 342 membri all’Assemblea nazionale, un partito o una coalizione ha bisognob almeno di 172 seggi.

La PML-N di Nawaz Sharif è stata spinta per formare anche il governo della provincia più popolosa del Punjab, dove conduce per 188 seggi su 297 seggi dell’assemblea provinciale. La maggior parte dei principali leader del PPP, tra cui diversi ex ministri e alti dirigenti dei partiti che sono stati alleati ad esso – come l’ANP e il PML-Q – sono stati sconfitti in Punjab e Khyber-Pakhtunkhwa.

Nawaz Sharif ha dichiarato che manterra’ tutte le promesse fatte durante la campagna elettorale, tra cui l’impegno per porre fine alle continue e paralizzanti interruzioni di corrente elettrica, e per una forte lotta alla corruzione.

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