Kabul, 6 Novembre 2012. Mancano 17 mesi al 5 aprile 2014, giorno in cui il popolo afghano dovrebbe decidere chi sarà il successore del presidente uscente Hamid Karzai. Tantissimi gli interrogativi e i dubbi sulla turnata elettorale, prevista nello stesso anno in cui avrà luogo il ‘passaggio di consegne’ tra le forze armate occidentali e i colleghi afghani. Il timore per un’altra elezione farsa, la violenza dilagante, i dissidi interni e la corruzione endemica tra le fila degli uomini di Karzai, non aiutano a sperare in una soluzione democratica per il prossimo quinquennio di potere a Kabul. Forti dubbi preoccupano anche gli alleati occidentali, i quali stanno facendo pressioni al fine di ottenere una legge che garantisca la presenza di due osservatori stranieri all’interno della Electoral Complaints Commission, l’organo di vigilanza formato da cinque membri incaricato di garantire la legalità del voto, accusato di corruzione in occasione delle elezioni del 2009, vinte tra mille polemiche dallo stesso Karzai. Proprio dal presidente uscente è giunta nei giorni scorsi un’apertura volta a placare le polemiche che aiutano ad immaginare il clima previsto per il 2014. Hamid Karzai, definito dagli oppositori “l’Emiro di Kabul” per via della ristrettezza del suo potere, ha garantito il rispetto della scadenza, quindi l’apertura delle urne per gli inizi di aprile, aggiungendo che si tratterà di elezioni libere e senza brogli. Promesse o meno, sembra improbabile che il 2014 possa segnare un momento di svolta rispetto al passato. Il portavoce del partito di opposizione National Front of Afghanistan, Sardar Muhammad Rahimi ha dichiarato che il rispetto dei tempi “non è abbastanza”, chiedendo l’approvazione della legge che dovrebbe dare spazio a due osservatori stranieri all’interno della ECC in vista delle elezioni.

Per quanto il 2014 sia ancora lontano, in Afghanistan cresce la tensione tra le truppe occidentali e quelle afghane, le cui parti non sono mai riuscite ad instaurare una collaborazione reale. Martedì scorso, un uomo con l’uniforme della polizia afghana ha messo a segno un attacco contro una postazione britannica, uccidento due soldati a colpi di arma da fuoco per poi darsi alla fuga. Il fatto è accaduto nel distretto di Grishek, provincia meridionale di Helmand, dove malgrado la forte militarizzazione e le continue offensive, la presenza dei Taliban è ancora radicata nel territorio. Al momento sono in corso delle indagini per accertare l’identità dell’aggressore, e capire se si sia trattato di un combattente mascherato da poliziotto o di un agente ordinario. Nel caso in cui si fosse trattato di un vero poliziotto, il numero degli omicidi ‘intestini’ alle forze di sicurezza salirebbe a 53 da gennaio ad oggi.

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