copertina libro
Copertina del libro, opera di Alessandro Gatto, Migrants

 

DENTRO L’ESODO. Migranti sulla via europea

©2017 Emanuele Confortin,
Antiga Edizioni, Crocetta del Montello (TV)
ISBN:  978-88-99657-71-0
Costo: € 25,00

 

DENTRO L’ESODO, migranti sulla via europea inaugura un progetto giornalistico che da due anni impegna l’autore: operando una limpida testimonianza sulla questione migratoria del nostro tempo, il libro ci consegna frammenti di vita in un esodo descritto con intensità stilistica e approfondimento giornalistico. Se il tema delle migrazioni è senza dubbio di estrema attualità, il modo di raccontarla abbraccia molteplici prospettive. Nel corso di un intenso reportage sul campo, Emanuele Confortin osserva, ascolta e ci confida le storie delle donne e degli uomini che incontra durante il suo cammino e che con loro a tratti percorre condividendone l’abisso. Egli verifica con scrupolo le fonti preoccupandosi di restituirci un racconto veritiero se non anche crudo nella sua forza emotiva. DENTRO L’ESODO è un libro che esplora non solo le cause di un esodo imponente e inarrestabile, ma si preoccupa fin dall’inizio di mettere al centro la testimonianza diretta, il racconto del reale osservato e documentato. La vocazione informativa di DENTRO L’ESODO appare fin da subito chiara, a scapito di qualsiasi forma di comunicazione superficiale e fuorviante. La cronaca e il racconto diventano così un modo per accedere a questioni più ampie ma che restano fondamentali come i diritti umani, l’inclusione sociale, la marginalizzazione di intere comunità.

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Migranti alle porte dei Balcani. Foto Emanuele Confortin

Nonostante la demolizione delle distanze fisiche tra Est e Ovest, Nord e Sud del mondo, viviamo in un tempo in cui le incomprensioni e i pregiudizi continuano a minare le fondamenta dei processi di conoscenza e di integrazione a favore di un crescente e generalizzato sentimento di paura. In un mondo in cui le società cambiano piuttosto rapidamente sotto la spinta delle trasformazioni economiche e culturali, il ruolo dell’informazione e dei media ci appare decisivo. Allo stesso tempo, i contenuti di Internet sono spesso inondati di notizie e materiali che sono volutamente frammentari, parziali, spesso inaffidabili, il cui scopo primario è quello di confondere piuttosto che chiarire.

Il lavoro di Emanuele Confortin s’inserisce perfettamente in questa nostra riflessione: fin dall’introduzione e lungo i suoi 14 capitoli, il racconto insiste nel restituire un quadro dettagliato del fenomeno migratorio attraverso una prospettiva comparata e un’approfondita analisi del tema.  Uno sforzo che lo ha impegnato sia nel dovere giornalistico di documentare, sia nell’indagine antropologica di decifrare la portata sociale dell’evento. Una conferma del  percorso formativo e professionale dell’autore. Accanto ad una scrittura attenta, dettagliata, pulita e a tratti intima, Emanuele Confortin si preoccupa di fornirci anche un racconto fotografico (nell’opera sono presenti un centinaio di scatti selezionati) inevitabilmente più concentrato a completare la sua testimonianza diretta piuttosto che ricercare una perfezione estetica. Una combinazione questa per nulla scontata che conferma l’urgenza dell’autore di dare struttura e compiutezza al suo reportage.

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Presevo, Serbia. Foto Emanuele Confortin

 

Un accenno…

La via europea passa per il Medio Oriente. Arriva in Iran, Iraq e Turchia, quindi in Siria, dove gli scontri hanno reso le case un inferno in terra. I migranti partono in molti, centinaia di migliaia, attraverso i deserti, le frontiere e il mare, quella tomba che profuma di salsedine. La loro sopravvivenza, l’essersi salvati ha avuto un costo, saldato con la vita dei figli, dei fratelli e delle sorelle, dei padri e delle madri, degli amici inghiottiti dal luogo un tempo chiamato Patria. La guerra non può che avere un’anima democratica per colpire con tanta uguaglianza. Non distingue i bambini dai combattenti, i clown dai cecchini, gli ospedali dalle postazioni militari.
Solo l’esperienza diretta riesce a spiegare l’esodo. Vissuta sul campo, dall’Asia al Mediterraneo, poi a nord, di confine in confine, nel fitto delle tendopoli o sulle strade dei Balcani. L’importante è vedere, ascoltare e provare a comprendere le migrazioni del nostro tempo. In queste pagine, reportage e analisi si intrecciano come trama e ordito, proponendo una narrazione precisa e documentata, arricchita da una selezione di foto indispensabile per entrare con forza negli eventi, e cogliere appieno il valore di questa testimonianza.

Migranti pachistani nel campo di Blamari, isola di Samos
Migranti pachistani nel campo di Blamari, isola di Samos

 

In breve…

Dentro l’esodo propone una visione complessiva delle migrazioni del nostro tempo, attraverso tre punti di osservazione distinti:
– Conoscere le cause e le conseguenze politiche delle migrazioni;
– Ascoltare le testimonianze dirette di chi vive, da dentro, la via europea;
– Vedere attraverso più di 100 immagini, le dinamiche dell’esodo.

Chi?
Centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini.

Cosa?
Attraversano deserti, confini e mari per raggiungere l’Europa, spesso a costo della vita.

Quando?
Giorno dopo giorno, in un’epoca segnata dal rapido mutamento delle politiche europee.

Dove?
Dall’Asia, dall’Africa e dal Medio Oriente.

Perché?
Guerra, oppressione, terrorismo, fame, povertà, cambiamenti climatici.

 

SOSTENERE IL GIORNALISMO SUL CAMPO
Dentro l’esodo è una pubblicazione autoprodotta dall’autore. Decisione dettata dalla volontà di finanziare in questo modo il proseguo del lavoro sul campo, e delle inchieste che dall’Italia proseguiranno in Medio Oriente e ancora in Asia. Una scelta in controtendenza, che si affianca comunque ai tradizionali canali di distribuzione, e attraverso seminari e presentazioni dedicate alle dinamiche migratorie.

 

L’autore
Emanuele Confortin è giornalista e fotoreporter indipendente, specializzato in Asia Meridionale. Si occupa principalmente di aree di crisi, migrazioni, minoranze e strategie energetiche, pubblicando per diversi quotidiani e riviste. Laureato in Lingue e Civiltà Orientali a Ca’ Foscari con un lavoro di ricerca incentrato sulla figura dei grokch, gli oracoli del Kinnaur, distretto tribale dell’Himalaya indiano; parte dell’etnografia è stata pubblicata in “Mostri, spettri e demoni dell’Himalaya” (Meti Edizioni). Ha lavorato in modo estensivo in India, in Pakistan, Cina, Iran, Turchia, Palestina, Grecia e Balcani. Dal 2011 segue le rotte migratorie che dall’Asia al Medio Oriente puntano in Europa. È direttore del blog Indika.it, cofondatore e condirettore della rivista Alpinismi. Fa parte di Oficina Fotografica.