Mumbai, 10 Febbraio 2010. Si è concluso il 28 gennaio scorso l’ultimo incontro della sessione speciale di ‘educazione medica continua’ inserito nel progetto Pan-African e-Network. Una rassegna di quattro lezioni in videoconferenza, tenute da medici specialisti dell’ospedale Dr. Nanavati di Mumbai, rivolta a colleghi connessi in rete da almeno 12 diverse nazioni d’Africa. Nelle sale attrezzate con video, computer e strumentazioni all’avanguardia del nosocomio di Mumbai, sono state discusse problematiche e trattamenti inerenti le patologie toraciche (18 gennaio), lo stato di choc (21 gennaio), l’insufficienza renale acuta (25 gennaio) e il trattamento dell’ipertensione infantile (28 gennaio). A trasformare una rassegna di lezioni in una notizia interessante, il fatto che ogni fase del corso sia avvenuta senza la presenza fisica degli allievi (tutti specialisti praticanti), collegati via satellite e tramite una rete a fibre ottiche con la ‘cattedra’ virtuale, situata a migliaia di chilometri, dall’altra parte dell’Oceano Indiano. Nemmeno l’aula era una soltanto, ma il sistema di comunicazione high-tech ha permesso di sintonizzare in tempo reale diverse sale studio in altrettante nazioni africane.

Cercando qualche informazione aggiuntiva in merito, sono incappato in un numero di India Perspectives (vol. 24 no. 4/2010), in cui viene presentato meglio il Pan-African e-Network, all’interno del quale rientrano anche gli incontri di ‘educazione medica continua’. Si tratta di un progetto piuttosto ambizioso, concepito dall’ex presidente indiano A.P.J. Abdul Kalam, che punta a superare la distanza fisica tra l’India e l’Africa, creando un ponte virtuale che metta in comunicazione la più popolosa democrazia mondiale alle 53 nazioni africane, avvalendosi di un avveniristico sistema satellitare supportato da un’estesa rete a fibre ottiche. Uno dei principali obbiettivi dell’e-Network è quello di colmare il gap digitale dei Paesi africani coinvolti, favorendo programmi di tele-medicina ed e-learning, favorendo l’emancipazione del popolo africano, aumentando le opportunità in un mondo sempre più globalizzato. Ecco che, per fare un esempio, alle migliaia di studenti africani, in particolare nigeriani e ugandesi, che ogni anno attraversano l’Oceano per iscriversi alle Università indiane, seguiranno migliaia di altri connazionali regolarmente iscritti, ma collegati all’aula dall’Africa, tramite le strutture dell’e-Network. A metà 2010, più di 1700 nuovi studenti africani si erano immatricolati alle Università indiane grazie alla possibilità di seguire i corsi in remoto.

La prima fase del progetto, si è svolta a febbraio 2009. Nella primavera del 2010 è stato il momento della seconda fase, presieduta da un entusiasta Somanahalli Mallaiah Krishna, Ministro degli esteri indiano, il quale si appresta a partecipare alla terza fase, prevista entro il primo semestre di quest’anno. Risulta chiaro, come il Pan-African e-Network rappresenti la testa di ponte con cui l’India sta cercando di rafforzare la propria presenza nell’Unione Africana, da dove provengono gran parte delle risorse consumate dalle industrie indiane. Seguendo l’esempio della rivale Cina, oggigiorno protagonista indiscussa della nuova colonizzazione dell’Africa, il governo di New Delhi ha pensato bene di offrire nuove opportunità di sviluppo alle nazioni partner, utili per presentarsi con la veste di potenza amica e non solo come ‘predatrice’ di risorse. Poco male poi, se l’implementazione del progetto prevede il ricorso alle tecnologie sviluppate a Bangalore, Mumbai, Hyderabad, Chennai e dintorni, motori dell’industria IT, trasformando l’Africa in un nuovo mercato per il Made in India. Non a caso, stando alle parole dei promotori, il Pan-African e-Network ha un carattere poliedrico, basato su tre pilastri: commercio,  formazione e tecnologia. Al momento l’India ha siglato accordi di sviluppo in 47 Paesi africani, e le infrastrutture sono già state completate in 34 di essi, anche grazie ad un finanziamento iniziale di New Delhi, di circa 91 milioni di euro. Il compito di coordinare i lavori spetta alla Telecommunications of India Limited, società parastatale impegnata anche nella realizzazione di una rete di comunicazione definita “VIP”, tra gli uffici dei capi di stato e di governo dei Paesi africani coinvolti. Grazie all’e-network, le nazioni africane potranno inoltre gestire servizi di e-governance, e-commerce, informazione, mappatura delle risorse, meteorologia ecc. Sebbene si tratti di un esempio di collaborazione ‘Sud-Sud’, il progetto ha vinto il premo Hermes Prize per l’innovazione nel campo dello sviluppo sostenibile, assegnato dall’European Institute of Creative Strategies and Innovation.

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