Schio (Vicenza), 4 Maggio 2010. Sono in due, non hanno una meta certa e nemmeno un percorso ben definito, ma ieri hanno levato l’ancora per quella che già appare come una grandiosa impresa su due ruote e quattro gambe per quindicimila chilometri. Simone ha 25 anni, è affetto da una malattia degenerativa agli occhi che lo sta portando alla cecità totale, ma non ha affatto perso la voglia di viaggiare e di vivere l’avventura. Dino ha 32 anni e un interminabile elenco di viaggi, anche estremi, alle spalle, cui ha deciso di dare un seguito intraprendendo una difficile traversata in tandem con l’amico Simone. La prima tappa è prevista il 7 giugno a Trieste, da dove proseguiranno per i Balcani, la Turchia, l’Iran, l’ex Repubbliche sovietiche, la Cina, il Pakistan e infine l’India, e qui l’avventura potrebbe continuare. In bocca al lupo a Simone e Dino.

Riportiamo qui di seguito la descrizione del progetto, tratta dal sito ‘Verso dove non so’.

VERSO DOVE NON SO, PER IL MONDO SENZA META. IN TANDEM.

Il viaggio non finisce mai.Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito. (Josè Saramago)

DUE OCCHI PER VEDERE, QUATTRO GAMBE PER ANDARE.

15.000 chilometri, più o meno, in sella ad un tandem: da Schio “fino alla fine del mondo”, attraverso i Balcani, la Turchia, l’Iran, le ex repubbliche Sovietiche, la Cina, il Pakistan e l’India, dove il viaggio, forse, ripartirà. In due, da soli, in piena autonomia. Con zaini, tenda, telecamera ad alta definizione, computer. Senza limiti di tempo o di direzione. Per accumulare incontri, emozioni, ricordi, sensazioni; per vivere, quindi, e per raccontare tutto in un blog in presa diretta, con le immagini, le parole, le persone che riusciremo a vedere, dire, sentire, presentare.
Pedalare. Scalare montagne. Camminare. Superare confini, fuori e soprattutto dentro di noi. Andare oltre i nostri limiti, oltre le Colonne d’Ercole del nostro abituale modo di “vedere” le cose.
Giorno dopo giorno, metro dopo metro.
Oltre il buon senso e le comodità di una vita normalmente produttiva.
Oltre, semplicemente.

Non siamo due pazzi velleitari e incoscienti. Ci stiamo preparando da mesi a quest’avventura, stiamo allenando il nostro corpo e la nostra mente: perché sappiamo che il viaggio assorbirà tutte le nostre energie, per molto tempo; sappiamo che dovremo affrontare situazioni-limite e che dovremo resistere. Come un albero, o una pietra. Certo, non siamo neanche tanto normali. Siamo due amici: Simone, musicista ipovedente, e Dino, viaggiatore appassionato ed esperto.

Partiamo ansiosi di non sapere mai cosa ci succederà domani.

IL VIAGGIO (vedi il video di presentazione)

Andremo in direzione India, con la voglia di muoverci verso qualcosa che non conosciamo. In tandem, da soli, per farci beffa del problema alla vista di Simone.

In questo sito web racconteremo la nostra singolare esperienza in presa diretta. Telecamera e computer saranno gli inseparabili compagni che ci permetteranno di dare a tutti la possibilità di rivivere un’esperienza unica: 15.000 chilometri macinati solamente dalla forza delle nostre gambe e del nostro cuore. Ci produrremo tutta l’energia di cui avremo bisogno da soli; con una dinamo e un pannello solare garantiremo l’autonomia illimitata a tutte le nostre attrezzature. Dimostreremo che si può andare molto lontano senza lasciare nessun segno dopo il nostro passaggio ad emissioni zero.

Cercheremo di documentare ogni paese che visiteremo e di raccontare con foto e video di 5/10 minuti l’uno impressioni, emozioni, incontri. La voce di Simone permetterà anche ai non vedenti di ascoltare il nostro viaggio.
Quindi: reportage sulle diverse situazioni sociali, sulle condizioni di vita delle persone, sulla bellezza della natura, sulla situazione ambientale, senza paraocchi, stereotipi o pregiudizi. Con ironia, stupore, fatica, passione, allegria: cioè tutte le emozioni indispensabili di un viaggio. E dando spazio, anche, ai momenti di divertimento o di tensioni “dietro le quinte” che sicuramente dovremo affrontare.

Vorremmo anche che la nostra iniziativa fosse vista come una campagna di sensibilizzazione contro il razzismo e la paura dell’altro. Religioni, costumi, leggi, convenzioni, tradizioni non possono infatti cancellare la naturale vocazione dell’uomo a vivere in pace. Solo la paura dell’ignoto ci porta a vedere, in un essere della nostra stessa specie, qualcosa di diverso e pericoloso anziché una preziosa risorsa per comprendere e crescere.

Sappiamo che nel percorso entreremo in contatto diretto con situazioni di estrema povertà. Cercheremo di sottolineare come non si tratti di un destino inevitabile, ma sia invece il frutto di scelte sbagliate del nostro folle sistema economico-sociale occidentale.

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