Srinagar, 8 Settembre 2009. Fino ad inizio settembre, le voci su recenti sconfinamenti in India da parte delle chinaindiatruppe cinesi non erano ancora confermate. In questi giorni però, il generale in capo dell’esercito indiano Deepak Kapoor, ha chiarito i fatti, ammettendo che “un pò di tempo fa, un elicottero dell’esercito cinese ha violato lo spazio aereo indiano, superando la Line of Actual Control (LaC)”. Considerando i rapporti ‘distesi’ e i continui dialoghi diplomatici intercorsi da 2 anni a questa parte tra New Delhi e Pechino, Kapoor ha preferito gettare acqua sul fuoco, concedendo il beneficio del dubbio alla Cina ipotizzando si sia trattato di un “errore di rotta”, e sottolineando come gli sconfinamenti accertati non siano stati più di uno. Stando ai dati diffusi nei giorni scorsi dai media indiani, l’elicottero sarebbe penetrato in territorio indiano il 21 giugno, consegnando delle razioni di cibo in scatola a Chumar, area situata a nordest di Leh, considerata da New Delhi come parte del territorio amministrato dall’India, ma a quanto pare i vicini cinesi non la pensano allo stesso modo. Questo è quanto si evince dalle dichiarazioni del generale Kapoor, il quale non a caso ha parlato di “diversa percezione dei confini nazionali” da parte dei paesi, informando poi che è stata presentata richiesta ufficiale di spiegazioni a Pechino.

Un precedente simile risale al 4 gennaio scorso, quando Ajeet Kumar Sahu, magistrato di Leh, aveva inviato una nota ad un alto commissario dello stato del Jammu & Kashmir (di cui il Ladakh fa parte), informando di uno sconfinamento in territorio indiano di alcune truppe cinesi, stavolta via terra. La denuncia era giunta da alcuni Indo China borderpastori, i quali erano stati avvicinati dai militari cinesi mentre si muovevano con le loro greggi in prossimità del confine. I soldati avrebbero chiesto ai pastori di ritornare sui loro passi altrimenti ne avrebbero subito le conseguenze. Per quanto veritiera, la notizia dello sconfinamento di gennaio non è mai stata confermata (e nemmeno smentita) dall’esercito indiano, il quale sembra preferisca voltare lo sguardo e fingere di non vedere, pur di non riaccendere una crisi ora come ora troppo scomoda per gli interessi di New Delhi. A testimoniare le passate incursioni cinesi oltre la LaC, alcuni massi e pietre dipinti dai soldati di Pechino con i colori della bandiera cinese. Fatti noti, e confermati dalla polizia di confine indiana.

Per quanto il governo indiano stia tentando di ridimensionare gli episodi del Ladakh, non va dimenticato che il confine indo-cinese, assieme a quello con il Pakistan, è una delle aree più sensibili per New Delhi, e non a caso da quelle parti sono ammassate imponenti truppe e mezzi dell’esercito. La crisi dei confini, ha visto India e Cina scontrarsi nel 1962, dando inizio ad un lungo periodo di crisi militare e politica tra le due superpotenze asiatiche, ‘rientrato’ (almeno in apparenza) negli ultimi anni, ovvero da quando gli interessi economici tra i due paesi hanno messo in ombra le rivendicazioni territoriali.

One Response to "Sconfinamenti cinesi lungo il confine indano, arriva la conferma ufficiale. Il precedente a gennaio 2009"

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