Il 18 gennaio, è iniziata in Tibet un’inesorabile azione di prevenzione della criminalità. Lo afferma la polizia

Manifestante tibetano
Manifestante tibetano

cinese, attiva con un esercito composto da più di 500 agenti e 160 veicoli, entrati in azione in modo sistematico, con perquisizioni in quasi 3000 edifici, poi punti di aggregazione come internet caffè, hotel e altri locali. Il conto finale è di almeno 5700 interrogatori, e 80 arresti. Imposte pesanti limitazioni anche ai turisti, per i quali sarà necessario un permesso speciale rilasciato dalla polizia per i soggiorni superiori ai 3 giorni.

“La campagna anticrimine lanciata in Tibet dal governo cinese è un tentativo strategico e sistematico di eliminare la stessa comunità tibetana come etnia – ha dichiarato Urgen Tenzin, direttore esecutivo del Centro tibetano per i diritti umani e la democrazia, intervistato da AsiaNews -, c’è il pericolo che abbia successo”.

Sebbene Pechino abbia fatto passare l’azione militare come una strategia preventiva, suona alquanto strano il fatto che gran parte dei ‘sospetti’ fermati, facciano parte di gruppi di contestatori del governo cinese. In realtà, considerando che manca poco armai al 10 marzo, giorno del 50esimo anniversario della rivolta contro l’occupazione cinese, al cui fallimento seguì la fuga del Dalai Lama, sembra evidente il tentativo di persuadere i tibetani dal manifestare il loro dissenso con manifestazioni o altre forme di protesta.

Sulla questione è intervenuto il governo tibetano in esilio a McLeod Ganj (India), rivolgendo un appello “ai governi e alle persone di tutto il mondo per intervenire attivamente affinché non si ripetano mai più gli episodi del marzo 2008”, invitando poi la popolazione a non reagire, neanche davanti alla costante provocazione delle autorità cinesi.

2 Responses to "Repressione cinese in Tibet. Pechino teme disordini per i 50 anni della rivolta popolare"

  1. Emanuele Confortin  19 novembre 2011

    Gentile Silvia, non hai tutti i torti, ma se controlli bene ci sono stati ulteriori aggiornamenti in seguito in merito al tema cui riferisci. Grazie comunque per la giusta segnalazione e continua a leggerci.
    Emanuele

  2. silviag  19 novembre 2011

    Mi chiedo semplicemente se la permanenza di notizie d’impatto come questa sul sito, senza aggiornamenti di sorta, non possa avere una ricaduta politica, e del tipo non-pacifico. Ma è un dubbio personale: la foto è
    splendida, e vale l’articolo anche presa a se stante.

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