In vista dell’apertura dei Giochi Olimpici di Pechino, il Comitato Organizzatore ha reso note le “regole di comportamento per gli spettatori”. Si tratta di un vademecum in cui sono elencate 26 norme e rigidi divieti necessari, secondo il vice direttore del settore Servizi agli spettatori Huang Keying, per “creare un ambiente accogliente per gli atleti provenienti da tutte le nazioni” e “mantenere l’ordine e la sicurezza dell’evento”.
Nel manuale – ribattezzato dalla stampa internazionale il Libretto rosso dei Giochi –, è fermamente proibito in primis “inveire contro gli arbitri, gli atleti e altro personale”. Promessa tolleranza zero per qualsivoglia forma di scommessa relativa ai risultati delle competizioni, proibiti i sit-in, dimostrazioni, azioni di propaganda politica, religiosa o razionale, e manifestazioni eccetto quelle ‘autorizzate’ nei tempi, nei modi e nei luoghi stabiliti dal Partito. Brutte notizie anche per gli amanti delle coreografie: a Pechino sarà vietato l’ingresso negli stadi con strumenti musicali, trombette e fischietti, accendini o cerini, considerati armi pericolose in caso di agitazioni. Attenzione particolare è stata riservata anche alla ‘visuale’ degli spettatori, per i quali il Comitato ha fatto in modo di garantire una finestra sul terreno di gioco imponendo il limite massimo di 2 metri quadrati per bandiere o striscioni. Sarebbero proprio questi ultimi a meritare particolare attenzione da parte degli organizzatori, in quanto, come sostiene Huang Keying, “troppi manifesti riportanti lo slogan ‘Forza Cina’, per esempio, non sarebbero gentili nei confronti di atleti e tifosi delle altre nazioni”. Meglio proibire allora, prevenendo così anche l’uscita di frasi ad effetto riguardanti minoranze, libertà di stampa, diritti umani e altri peccatucci poco in linea con il motto ‘One World one Dream’ scelto da Pechino per interpretare lo spirito olimpico. Proseguendo ancora tra i paletti, lo slalom giunge al divieto di ubriacarsi, denudarsi o assumere atteggiamenti che possano ostacolare il normale svolgimento delle gare. Fumata bianca invece per gli ombrelli e altri parasole (vietati ad Atene 2004), ritenuti necessari dal nutrito pubblico cinese, per il quale è meglio evitare il “contatto con la luce accecante del sole”. 
Se ancora ci fossero dei dubbi tra i tifosi, o nel caso in cui il ‘manuale’ non fosse reperibile, il Comitato organizzatore ha istituito un servizio telefonico dedicato al 1065800079, grazie al quale è possibile ricevere immediatamente il fascicolo riportante i ‘comandamenti’ del buon tifoso.

Articolo pubblicato su Corriere Asia (www.corriereasia.com)

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