New Delhi, 18 Febbraio 2010. Il governo indiano torna a puntare l’attenzione lungo il confine indo-cinese. Questa mattina il ministro della Difesa A. K. Antony è partito alla testa di una delegazione istituzionale e militare nel Nordest dell’India, area fortemente instabile compresa tra i confini con il Bangladesh, la Birmania, il Bhutan e la Cina. La motivazione ufficiale della missione è qulla di compiere un’analisi delle condizioni di sicurezza lungo il confine e controllare l’avanzamento dei progetti in atto per lo sviluppo di nuove infrastrutture nell’area. “Il ministro della Difesa sarà accompagnato dal generale in capo dell’esercito V. K. Singh e dal Segretario della Difesa Pradeep Kumar – hanno commentato dal ministero della difesa, fonte Times of India -. Oltre a visitare le stazioni militari, il ministro andrà a controllare l’avanzamento delle opere in atto nell’area”. Il viaggio inizierà da Tezpur e Chabua in Assam, per proseguire poi verso la base militare di Rangapahar in Nagalan, quindi Kibithu in Arunachal Pradesh e Leimakhong in Manipur.

La reale motivazione del viaggio di Antony nel Nordest indiano però, non va cercata nel programma di viaggio, ma nelle dichiarazioni da lui rilasciate mercoledì scorso, durante una conferenza stampa a New Delhi, durante la quale ha espresso la sua “seria preoccupazione” in merito all’ammodernamento dell’esercito cinese, e all’acrescimento delle spese militari da parte di Pechino. Non è un sereto ormai il fatto che India e Cina da anni stiano giocando una partita a scacchi lungo il confine, con una posizoine di netto vantaggioper le truppe cinesi, schierate in modo più organizzato e meglio armate delle forze rivali. Va sottolineato come negli ultimi anni in Ladakh, nel Nordovest dell’India, l’esercito di Pechino sia riuscito ad avanzare per chilometri in più punti, oltre la Line of Actual Control, il confine fittizio che separa le due potenze asiatiche. Una situazione similare si presenta oggigiorno anche nel Nordest, dove l’azione delle attività di intelligence cinesi contribuiscono a mantenere vivi i focolai di rivolta interni all’India, fornendo armamenti, talvolta rifugio oltre confine e fondi ai gruppi di ribelli. E’ qui che intende andare Antony, per far sentire alla popolazione e alle autorità locali, New Delhi un pò più vicina. Sebbene lo scenario di un conflitto vero e proprio tra Cina e India sia oggigiorno improbabile, per via degli interessi di entrambi, diretti al sostentimento delle rispettive economie, dobbiamo considerare che il confronto tra le due potenze sia slittato sul piano geopolitico. Il centro dello scaccchiere è stavolta l’Asia Centrale, con la Cina divenuta ormai spalla e alleata principale del Pakistan, quest’ultimo nemico storico dell’India in particolare sul fronte delle rivendicazioni per il Kashmri. Pechino insiste nel sostegno verso Islamabad, ottenendo in cambio un canale ad ovest verso il Mare Arabico, mentre New Delhi continua ad affiancare gli Stati Uniti nella loro strategia anti-cinese.

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