New Delhi, 24 Settembre 2009. Dopo i recenti sconfinamenti da parte delle truppe cinesi oltre la LaC (Line of actual Ari IndiaControl) in Ladakh, le alte cariche delle forze armate indiane stanno manifestando apprensione per il ‘gap’ esistente tra i rispettivi eserciti. L’ultima voce ad unirsi al coro è quella di P.V. Naik,  maresciallo capo dell’aeronautica, che ieri nel corso di una conferenza stampa al South Western Air Command a Gandhinagar, in Gujarat, ha sottolineato come la flotta aerea dell’esercito indiano sia circa un terzo rispetto a quella cinese, quindi ben lungi dal poter far fronte alle sfide di sicurezza che il paese deve affrontare. “Le nostre forze aere sono inadeguate – ha dichiarato Naik (fonte agenzia Dawn) -. Il governo indiano sta facendo molto per aumentare la flotta”. In merito alla scottante questione degli sconfinamenti cinesi, inizialmente trattata da New Dehli come un “errore di interpretazione” da parte di Pechino, Naik ha proposto  la sua duplice soluzione, svelando così la reale apprensione  che le autorità indiane hanno nei confronti del temuto rivale economico di sempre: “una possabilità è quella di prendere le armi e dirigersi verso il confine – ha spiegato -, l’altra è rafforzare sistematicamente gli armamenti per fronteggiare la minaccia”. 

Il problema dell’insufficienza del potenziale bellico indiano era stato affrontato di recente anche dall’ammiraglio Sureesh Mehta, comandante della marina, il quale riconosceva come l’India non possa competere con la Cina in quanto a capacità di spesa per gli armamenti, aggiungendo come “Pchino sta creando un esercito formidabile”.  

Alla base dei disaccordi tra i due giganti asiatici, ci sono circa 4.000 chilometri di confini non ancora definiti, per i quali i rispettivi eserciti si scontrarono nel 1962 nel corso di una guerra lampo, che palesò l’imbarazzante superiorità dell’esercito cinese. Secondo quanto rivendicato da New Delhi, all’epoca le truppe di Pechino occuparono 38.000 chilometri quadrati di territorio indiano, accusa alla quale Pechino replica rivendicandone altri 90.000 nella regione di Nordest, in corrispondenza dell’Arunachal Pradesh.

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