New Delhi, 5 Ottobre 2011. India e Afghanistan più vicini l’un l’altro nel futuro. Ieri nella capitale indiana si è svolto un incontro di alto livello tra il premier Manmohan Singh e il leader afgano Hamid Karzai. Nel corso del vertice, sono stati discussi vari aspetti della collaborazione reciproca, soprattutto in una ottica volta a rafforzare i rapporti economici e a percorrere nuove strategie per la sicurezza di entrambi i Paesi. Inutile sottolineare come il faccia a faccia di Singh e Karzai abbiam destato il malumore di Islamabad, da tempo preoccupata per l’avvicinamento tra Kabul e New Delhi, seguito all’inizio della guerra in Afghanistan seguita all’11 Settembre. A quanto pare, l’India è destinata a svolgere un ruolo essenziale al fine di mantenere la sicurezza interna in Afghanistan, dopo la partenza delle truppe occidentali che progressivamente lasceranno l’ex patria dei Teliban al proprio destino, qualunque possa essere, compreso il ritorno degli ‘studenti’ del Mullah Omar, fuggiti da tempo oltre la Linea Durand in Pakistan. “Il mio colloquio con il presidente Karzai ha nuovamente sottolineato l’importanza di una forte alleanza tra l’India e l’Afghanistan” ha commentato Singh in conferenza stampa (fonte Dawn), aggiungendo che oltre a sicurezza, commerci e rapporti economici, i due Paesi collaboreranno anche in ambito sociale e nello scambio culturale. Come primo segno della rinnovata collaborazione, i due leader hanno siglato importanti contratti in campo minerario ed energetico.

L’intesa di New Delhi giunge in un momento particolarmente difficile per i rapporti tra Pakistan e Afghanistan, in quanto Kabul continua a puntare il dito su Islamabad e sulle deviazioni dell’ISI, i servizi segreti pakistani, accusati di collusione con le reti dei militanti operanti a ridosso della Linea Durand, per colpire le forze di sicurezza afgane. Per il Pakistan si tratta di certo di un duro colpo, che si somma al progressivo ridimensionamento dei rapporti con gli Stati Uniti, seguito all’uccisione di Bin Laden a maggio. Da sempre Islamabad cerca di ridurre la pressione indiana sul secondo fronte, quello afgano, per evitare un pericoloso accerchiamento in caso di una guerra con l’India, e negli ultimi anni grazie all’ISI e all’appoggio sistematico ai Taliban, era riuscita nel proprio scopo. Ora è tutto da rifare. Per il governo pakistano sarà necessario risatabilire gli equilibri di prima, magari rilanciando una nuova campagna dei Taliban in terra afgana, oppure facendo leva sul proprio alleato più potente, la Cina.

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