22 Febbraio 2011. “Dove corre la Cina” è il titolo del nuovo numero di East, Europe and Asia Strategies, la rivista di politica e geopolitica diretta da Vittorio Borelli. Anche in questa edizione viene offerta una ricca panoramica di servizi sull’Est del Mondo, a partire dall’Europa Orientale fino alla Cina, e oltre, passando attraverso l’India del nazionalismo e del riarmo. Pubblichiamo di seguito il sommario, tratto dal sito ufficiale della rivista. 

Gli straordinari contributi di analisi scientifica dell’Istituto Levada di Mosca diretto da Lev Gudkov, pubblicati in esclusiva da east, si arricchiscono di una nuova ricerca. Sotto esame, questa volta, è il modo in cui il mondo ex sovietico guarda all’Occidente. Accanto alla verifica di atteggiamenti del tutto prevedibili (la mitizzazione dell’efficientismo occidentale, per esempio), colpisce un diffusa animosità, anche fra i giovani, tipica di chi si ritiene ingiustamente penalizzato dalla propria arretratezza.
Il Dossier di questo trentaquattresimo numero della rivista, tuttavia, è dedicato alla Cina. Un tema sterminato, ovviamente, ma con l’obiettivo di mettere a fuoco tre aspetti: la questione dell’economia, quella – strettamente interconnessa – dell’ istruzione e quella – apparentemente marginale – di Taiwan. I contributi di Stefano Chiarlone, Claudia Astarita e Simone Pieranni ci fanno fare un deciso passo avanti nella conoscenza dei progressi compiuti dai cinesi in questi campi. Ancora, sul terreno dell’economia, si segnala la bella analisi di Fabio Mucci e Roberta Priore sulle imprese dell’Europa dell’Est dopo la crisi innescata dai mutui subprime.
Particolarmente ricco il carnet dei reportage: da quello del giornalista Rai Stefano Ricucci sugli alberghi dei “giornalisti di guerra” , a quello di Matteo Tacconi sulla Istanbul di Corrado Alvaro e Edmondo De Amicis , fino a quello di Valeria Fraschetti sulla condizione delle vedove indiane.

Infine, una segnalazione per due servizi fotografici molto diversi, ma entrambi di grande interesse: quello di Donatella Caristina sulla Russia invernale e quello di  Giorgio Magistrelli sui bambini dello Xinjiang. Il primo viene accompagnato da un articolo di Cristina Giuliano sulla “grande madre Russia” di Pushkin, Gogol e Tolstoj, il secondo chiude invece il dossier con una pennellata non di folklore ma di umanità.

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