Dal 5 al 9 ottobre 2016, nella Sala Spazio D del MAXXI a Roma, viene ospitata un’esposizione fotografica che testimonia la condizione di estrema brutalità delle carceri siriane di Bashar al-Assad. Si tratta di un estratto dagli oltre 50 mila scatti realizzati dall’ex agente della polizia siriana chiamato Caesar, che per anni ha fotografato i risultati del ‘metodo siriano’ (leggi da EAST articolo su medico siriano torturato in carcere in Siria).

Nome in codice: Caesar. Detenuti siriani vittime di tortura” è una mostra di grande importanza per il valore documentale, voluta e promossa da FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana), Amnesty International nome-in-codice-cesarItalia, FOCSIV (Volontari nel Mondo), Un Ponte Per, Unimed (Unione delle Università del Mediterraneo) e Articolo21. L’inaugurazione avverrà alle ore 17.30, con la presenza del Presidente della Commissione per i Diritti Umani, Luigi Manconi, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, il giurista statunitense Stephen J. Rapp, il presidente del Centro Astalli, padre Camillo Ripamontisj, Giancarlo Bosetti, direttore di Reset, il professor Baykar Sivazliyan, presidente emerito dell’Unione degli Armeni in Italia, i presidenti delle Commissioni Esteri Pierferdinando Casini e Fabrizio Cicchitto.

Presentata alla stampa nel giorno della festa di San Francesco, simbolo universale di pace, la mostra si protrarrà fino al 9. È una selezione di pochissime delle 50 mila fotografie che l’agente della polizia militare siriana chiamato Caesar, incaricato dal regime di documentare quanto accadeva ai detenuti nelle carceri, portò con sé quando decise di fuggire. Caesar ha deposto, testimoniato, ma non ha mai rilasciato interviste. Tuttavia, un suo messaggio è stato inviato per questa esposizione, già esposta al Palazzo di vetro di New York, al museo dell’Olocausto di Washington, al Parlamento Europeo e in altre città europee.

Sono immagini scioccanti che documentano quanto accaduto nell’arco di tre anni nelle carceri siriane contro gli oppositori, tanto che nel Rapporto varato dalla Commissione d’inchiesta sulla Siria, costituita dal Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU (UNHCR) e presieduta dal giurista Paulo Sérgio Pinheiro, si dichiara: “Detenuti sotto custodia del governo sono stati picchiati a morte o sono morti come conseguenza di ferite patite a causa di torture. Altri sono morti a causa di condizioni detentive inumane. Il governo ha commesso i crimini contro l’umanità di sterminio, assassinio, stupro o altre forme di violenza sessuale, tortura, sparizione forzata, o altri atti disumani. Per via della medesima condotta sono stati commessi anche crimini di guerra.”

Tali atti commessi non potranno cadere in prescrizione e pesano, oggi come ieri, da un punto di vista giuridico, ma anche sul piano politico, e drammaticamente, segnano il corso degli eventi in Siria. Sabato 8 ottobre alle ore 18,00, come iniziativa collegata alla Mostra, si terrà “Il Medio Oriente si racconta, voci e sguardi dall’area” un incontro di riflessione, organizzato da FOCSIV insieme a FNSI, che unisce la testimonianza dei volontari impegnati al fianco della popolazione al lavoro di narrazione e di denuncia di quanto accade nell’area mediorientale.

La Mostra con ingresso gratuito osserverà il seguente orario:

mercoledì 5 ottobre dalle ore 18,00 alle ore 20,00; 

giovedì 6 e venerdì 7 ottobre dalle 11,00 alle 19,00;

sabato 8 ottobre dalle ore 11,00 alle 22,00;

domenica 9 ottobre dalle 11,00 alle 19,00.