New Delhi, 22 Gennaio 2016. Notte di arresti in India nel corso di una massiccia operazione dell’anti-terrorismo estesa su tutto il Paese. Le teste di cuoio della National Polizia di confine in IndiaInvestigation Agency hanno tratto in arresto sei sospetti, incluso un ex studente in ingegneria chimica, sospettati di legami con lo Stato Islamico. Il blitz è avvenuto nella notte a Bengaluru, Mangaluru e Tumkur, distretti del Karnataka, stato dell’Unione situato nel sud del Paese e affacciato sul Mare Arabico. Arresti anche nella periferia di Mumbai, in Maharashtra, dove una squadra dell’anti-terrorismo ha intercettato alcuni sospetti, e in contemporanea quattro persone sono state poste in detenzione anche ad Hyderabad, capitale dell’Andhra Pradesh nell’India Centrale. Allerta ai massimi livelli invece a New Delhi, dove si temono attentati nel corso delle celebrazioni per la Settimana della Repubblica che si svolgerà la prossima settimana, per la quale sono previste cerimonie e celebrazioni con massiccia presenza di cittadini e autorità di alto livello. A destare la preoccupazione degli inquirenti, il recente furto di un taxi modello Alto di colore bianco, noleggiato a Pathankot sul confine Indo-Pakistano dove tra l’1 e il 2 gennaio un gruppo composto da 6 terroristi pachistani ha assaltato la locale base dell’aeronautica militare, provocando la morte di 7 persone. L’allarme a New Delhi è scattato dopo la scomparsa dell’autista, il cui corpo senza vita è stato trovato mercoledì scorso a Kangra, in Himachal Pradesh. Apprensione anche per il furto di un’auto governativa, un SUV Tata Safari di un ufficiale della Indo-Tibetan Border Police Force, la polizia operativa lungo il confine Indo-Tibetano. Secondo gli agenti della NIA, entrambi i mezzi potrebbero essere utilizzati come autobomba o per sferrare degli attacchi armati nella capitale il giorno della Repubblica, il 26 gennaio.

Secondo le informazioni in possesso dell’anti-terrorismo indiano, ci sarebbero altissime possibilità di un nuovo attentato nel Paese. Pertanto la macchina della sicurezza sta lavorando per arginare la minaccia, iniziando dall’aumento della protezione nei confronti del premier indiano Narendra Modi, che oggi sarà in visita a Varanasi, per il quale è stato predisposto un cordone di sicurezza a ‘cinque anelli’ con centinaia di agenti coinvolti.

Nei giorni scorsi è stata inoltre diffusa la notizia della creazione di un comitato formato da ufficiali di massimo livello, incaricati di rivedere le misure di sicurezza ai confini, in particolare lungo la Line of Control (LoC, il delicato confine con il Pakistan). La decisione è giunta all’indomani degli attacchi di Pathankot. Stando ad un aggiornamento del Times of India che cita il ministro della Difesa Manohar Parrikar, i confini indiani potrebbero presto essere monitorati attraverso un sofisticato sistema di sorveglianza elettronica, che prevede l’installazione di sistemi laser.

La NIA è un organismo di sicurezza dedito esclusivamente all’anti-terrorismo, fondato il 31 dicembre 2008 come risposta ai sanguinosi attentati di Mumbai avvenuti nel novembre dello stesso anno. Oltre a godere di una spiccata autonomia investigativa, la NIA può operare su tutto il territorio dell’Unione Indiana senza ottenere il permesso delle amministrazioni dei singoli stati. Il centro operativo dell’agenzia si trova a New Delhi, e il direttore generale è Sharad Kumar.

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