India, Garhwal, Uttarakhand. Pubblico oggi una mia foto scattata nell’autunno 2001 in India. L’ho ritrovata nei giorni scorsi, mentre rovistavo tra pellicole e diapositive cercando di rimettere ordine ad una mole di scatti che non ero ancora riuscito a quantificare. Il soggetto è la splendida cima del Monte Meru, il cui punto più alto misura 6.660 metri. Siamo in Garhwal, complessa area himalayana situata nel cuore dell’attuale Uttarakhand, dove si estende il ghiacciaio Gangotri, sede della sorgente del fiume Gange. Al centro dell’inquadratura, tra la luce e l’ombra, si staglia la celebre ‘Shark Fin‘ (‘pinna di squalo’), molto conosciuta nel mondo alpinistico per le sue difficoltà e raccontata nello splendido film-documentario Meru.  

Mount Meru La valenza spirituale e filosofica che il monte Meru riveste a livello pan-indiano, ovvero per hinduismo, buddhismo e jainismo, è di portata centrale. Per addentrarci nella materia attingiamo in parte all’ottimo Dizionario dell’Induismo, di Margaret Stutley e James Stutley (Ubaldini Editore – Roma). Il Meru rappresenta la mitica montagna d’oro citata nei Purana (testi sacri popolari, usati per diffondere l’insegnamento dei Veda) e considerata l’Axis Mundi per eccellenza, ovvero l’asse dell’Universo dalla cui vetta precipita la celeste e divina Ganga. Da lì, il sacro fiume si ramifica in quattro corsi d’acqua terrestri diretti nei quattro punti cardinali. Secondo il Markandeya Purana, il Meru misura in altezza 84.000 yojana (unità di misura vedica. 1 yojana equivale a 1,6 km) e in profondità, al di sotto della superficie terrestre 16.000 yojana; il diametro alla vetta è di 32.000 yojana e alla base 16.000, pertanto nella mitologia appare come una montagna rovesciata (la cima più larga della base) e in tal senso viene definito ‘il calice del seme o il loto della terra’. Sulla sua sommità risplende la città d’oro del demiurgo Brahma. Sul Meru si trovano le sfere (loka) di Krsna e Visnu, mentre al di sotto si estendono i sette mondi inferi abitati dal gigantesco serpente Vasuki. Cobra mitico e re dei naga (serpenti), Vasuki si trova assopito nel profondo della terra, sui cui molteplici cappucci poggia lo stesso Meru, scosso da terremoti ogni qualvolta il serpente sbadiglia o si muove. Non appena Vasuki si ridesta dal suo lungo torpore e allunga il suo enorme corpo, ha inizio la fine di uno yuga (era cosmica), e l’intero creato viene consumato dal suo soffio di fuoco. Il Meru costituisce il centro dello Jambudvipa, una delle sette grandi isole che formano altrettanti continenti, e ciascuna circondata da sette mari, rispettivamente di acqua salata, di succo di canna da zucchero, di vino, di burro chiarificato, di latte cagliato, di latte e di acqua fresca. Lo Jambudvipa costituisce il continente centrale (l’India).

Inutile dire che il luogo in cui sorge il Meru offre uno degli spettacoli naturali più suggestivi dell’Himalaya. Lo scatto è stato realizzato dall’altopiano prativo di Tapovan, posto ai piedi del Monte Shivling, altra vetta magnifica dal profondo valore sacro per centinaia di milioni di hindu che ogni anno giungono sin qui in pellegrinaggio.

4 Responses to "Meru, la mitica montagna centro dell’Universo"

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