Hyderabad, 21 Novembre 2011. Sono trascorsi diversi mesi dalle devastanti alluvioni che la scorsa estate hanno devastato ampi territori del Pakistan, ma l’emergenza rimane aperta. Le stime ufficiali parlano di 9,7 milioni di persone colpite, soprattutto nel distretto del Sindh, con conseguenze più gravi del terremoto di Haiti del 2010 e del terremoto del Pakistan del 2005 messi assieme. Decine di migliaia di famiglie non hanno più una casa, terreni da coltivare e attrezzature da lavoro, tutti finiti sotto il fango. Le abitazioni in terra e mattoni si sono sgretolate e ora strisce di terre emerse un tempo usate come strade rialzate per raggiungere i campi, fungono da piazzole per tende di fortuna, in cui da settembre sono costrette a vivere le vittime del disastro. Ad ottobre ho avuto modo di recarmi nei campi profughi che puntellano le campagne del Sindh, a circa 150 chilometri da Karachi, la capitale economica del Pakistan. Con me c’éra Sandra Barrows, operatrice di Oxfam, ong impegnata a sostegno della popolazione di diversi villaggi pakistani. Oxfam sta fornendo kit per l’igiene personale, costruisce latrine a norma, installa cisterne per l’acqua potabile. Ad Hyderabad, il centro operativo dell’organizzazione, vede impegnate circa 30 persone, cui si aggiungono i tecnici disseminati sul territorio, cui spetta la finalizzazione delle attività di soccorso, e non da meno, la conduzione dei corsi di igeiene per gli alluvionati. Basti pensare che la dissenteria è una delle principali cause di morte. Le zanzare continuano a proliferare nell’acqua stagnante, aumentando i casi di malaria, mentre sciami di mosche diffondono batteri. L’acqua potabile è uno dei principali problemi, e le forniture restano vincolate alle attività del governo, non sempre tempestive. Come Oxfam, ci sono molte altre organizzazioni internazionali a lavoro in Sindh. Vi garantisco che ciascuna di queste può fare molto per la popolazione, è in grado di salvare delle vite e ridare un futuro a molti … Meritano di essere sostenute. Nei siti istituzionali trovate i link per finanziare gli aiuti, pensateci.

Reportage fotografico dalle zone alluvionate del Sindh pakistano.. Foto di Emanuele Confortin. 

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