Jagdalpur, 2 Aprile 2010. Nel corso del mio ultimo viaggio in Chhattisgarh, ho avuto modo di frequentare alcuni mercati tibali nei distretti di Bastar e Dantewada. Oltre alle variopinte esposizioni di frutta, verdura, oggetti di artigianato e stoffe, al margine di queste ampie distese, spesso situate fuori dai villaggi, all’incrocio delle piste sterrate che conducono nella giungla, vengono allestite delle arene destinate ai combattimenti dei galli. Per quanto cruenta e sotto certi punti di vista (i nostri) ingiuistificabile, questa pratica rappresenta lo sport nazionale dei tribali, quello che può essere il calcio in Europa, o il cricket nel resto dell’India. L’affluenza di gente è notevole e nel corso dei combattimenti vengono scommesse somme di danaro anche notevoli. Il regolamento non scritto dell’arena sancisce la fine degli scontri solo con la morte o in seguito alla messa ‘fuori gioco’ di uno dei galli. Un particolare cruento è l’applicazione di uno sperone affilato ad una delle zampe di ciascun combattente, in modo da rendere gli attacchi più spettacolari, efficaci e ovviamente letali. Gli speroni assecondano la ‘naturale’ tecnica di attacco dei galli, basata su un balzo con entrambe le zampe protese verso l’avversario per graffiarlo. Per effetto dell’applicazione della lama però, prima di giungere a segno con gli artigli, viene praticamente infilzato il collo o qualche altra parte dell’avversario, procurandogli ferite tremende.
Nelle foto che seguono vengono rappresentate diverse scene, dalle quali si possono cogliere alcuni segreti di questa pratica. Per scattarle sono dovuto entrare, non senza difficoltà, nell’arena dei combattimenti, circondata da centinaia di persone in gran parte intossicate dall’alcol ed eccitate dal gioco. Prima di ogni combattimento il pubblico è solito incitare i ‘guerrieri’ inneggiando in coro, a ripetizione una parola che sta a significare “uccidi!”. Quando l’eccitamento cresce, non sono rari gli scontri tra gli spettatori, la cui violenza segue il livello di assunzione alcolica raggiunto, tuttavia raramente le zuffe vanno oltre il limite, anche grazie all’intervento dei presenti che separano i litiganti. In un solo giorno, di domenica, ho visitato due mercati nelle zone tribaili comprese tra Bastar e Dantewada, e in entrambi i casi erano in corso dei combattimenti. Ho notato che uno dei ruoli fondamentali è svolto dall’affilatore degli speroni. Un tizio seduto a gambe incrociate che passa il filo delle lame con una lima fine, ricevendo una decina di rupie per ogni servizio. Tutti i proprietari di galli prima o poi passano da lui, tenendo il proprio campione al sicuro, sotto al braccio, lontano da pericoli che potrebbero comprometterne la prestazione durante lo spettacolo, sul ring di terra e polvere.

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