Vittorio Arrigoni

20 Aprile 2011. Nei giorni scorsi abbiamo vissuto come spettatori i tragici eventi seguiti al rapimento di Vittorio Arrigoni. Abbiamo letto, ascoltato e visto i fatti proposti dai nostri media, fino a qualche settimana fa pronti ad ignorare (non tutti) le sue testimonianze lanciate dalla Striscia di Gaza, ora in fila ad omaggiarne (non tutti) la memoria, dopo che un gruppo di fanatici salafiti, almeno così sembra fino a prova contraria, gli ha tolto la vita. Ci siamo commossi al pensiero di un uomo di soli 36 anni, che ha scelto di esporsi in prima persona per i diritti del popolo Palestinese, per la gente della Striscia di Gaza. Pronto a rischiare per denunciare le atrocità commesse dall’esercito di Tel Aviv in questa terra dimenticata da Dio, disposto a morire pur di non accettare compromessi, pur di non omettere la verità dei fatti, pur di non lesinare nelle parole, nelle immagini e nei reportage divulgati dalla sua terra di adozione, che lo ha visto rinascere e morire. Eh si! Perché Vik non è stato solo un ‘internazionale’ a lavoro con i pescatori, non è stato solo un operatore della Mezzaluna Rossa, non è stato solo un coordinatore dell’ISM, non è stato solo una persona dall’animo enorme, ma è stato anche un giornalista vero, un reporter di quelli che …ad avercene! Il suo impegno, è certo, ha dato spesso adito a facili commenti sulla sua etica giornalistica, sul fatto di essere “di parte” o mancare di obbiettività. In realtà, i suoi pezzi non hanno fatto altro che raccontare le conseguenze di un embargo straziante, di bombe lanciate dal cielo sui tetti di città sovraffollate, popolate da bambini, vecchi, donne, uomini e miliziani. Vittorio si è sforzato di contare i ‘terroristi’ freddati dal fosforo bianco, ma in molte occasioni è stato costretto dai fatti a raccontare il tormento di madri e padri piegati sui corpi corrosi dei propri figli. Qualcuno, un presunto ‘vero’ giornalista, in un presunto vero quotidiano italiano, ‘libero’ dai condizionamenti, ha recentemente commemorato la scomparsa di Vittorio Arrigoni sostenendo non fosse un pacifista in quanto attivo contro Israele. Il solo titolo è bastato a farmi venire la nausea. In quel titolo, trovava sintesi il concetto con cui una parte dell’opinione pubblica occidentale guarda a quella penosa terra affacciata sul Mediterraneo: o stai con Israele o sei un non pacifista, quindi un nemico, uno di quelli da combattere o comunque uno di quelli che non merita rispetto e lacrime una volta ucciso. Poco importa, se un attivista di fama internazionale, di accertata credibilità è stato assassinato da un manipolo di cavalli pazzi, da schegge impazzite i cui lampi lasciano più ombre che luci sull’identità del mandante. Di certo Vittorio era un osso duro, uno scomodo, testimone diretto con un seguito troppo importante, pronto a tornare in Italia e in Europa per informare, per raccontare tante altre storie del quotidiano incubo vissuto nella Striscia. Quindi sorge spontaneo chiedersi chi abbia più vantaggio dalla morte di Arrigoni? Ci chiediamo anche chi, dai palazzi di Roma, troverà il coraggio di pretendere un’inchiesta, di andare a fondo e scovare i responsabili?
In queste ore il corpo di Vik sarà già giunto in Italia, dove un numero enorme di persone, soprattutto giovani, lo attendono per dirgli “grazie”, per omaggiarne il coraggio e la determinazione. Al coro vogliamo aggiungerci anche noi di Indika. Vogliamo ringraziarti Vittorio, per i reportage e gli aggiornamenti che ci hai mandato, per l’anteprima del tuo libro, per averci invitati a Gaza consigliandoci la via più semplice per giungervi, ti ringraziamo poi per la forza del tuo messaggio e per l’esempio che in questi anni hai dato al popolo Palestinese, all’Italia e al Mondo, dalle strade della Striscia. Caro Vittorio, in bocca al lupo e non temere, continuiamo a ‘restare umani’.

I funerali di Vittorio si svolgeranno domenica pomeriggio alle 16 (orario da confermare), nella sua città natale Bulciago (Lecco)

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.