Terrorismo

L’Afghanistan alle urne. Il commento di Simona Lanzoni, direttrice di Pangea Onlus

L’Afghanistan alle urne. Il commento di Simona Lanzoni, direttrice di Pangea Onlus

Oggi in Afghanistan si aprono le urne per eleggere i rappresentanti del governo che dovranno prendere in mano le redini di una nazione allo stremo, sfibrata da decenni di guerre, violenze e soprusi. I Taliban sostengono con forza il boicottaggio, avvertendo che 200 uomini bomba sono pronti a farsi saltare in aria. Intanto parte degli elettori vendono per qualche dollaro le schede elettorali, sottraendosi in questo modo anche al pericolo di vedersi amputato il dito, quello con l’inchiostro che testimonia il voto avvenuto. Questo e altro nel puntuale commento di Simona Lanzoni, Direttrice Progetti Fondazione Pangea Onlus.

Da Repubblica: Pakistan, così Al Qaeda sogna la bomba atomica. Reportage di Guido Rampoldi

Da Repubblica: Pakistan, così Al Qaeda sogna la bomba atomica. Reportage di Guido Rampoldi

L’equilibrio interno del Pakistan si fa sempre più precario, ma Islamabad continua a sostenere la proliferazione nucleare, con un programma tanto accelerato quanto imprevedibile. Ciò contribuisce a trasformare la teocrazia islamica in uno dei paesi più instabili al mondo, con l’India a sostenere questo squilibrio per indebolire Islamabad, cui si aggiungono i timori per un crescente interesse da parte di Al Qaeda per la Bomba pakistana. Ecco l’interessante reportage di Guido Rampoldi.

Pakistan: attacchi dei musulmani contro i cristiani in Punjab. Otto persone arse vive e 50 abitazioni rase al suolo. Un episodio di blasfemia all’origine delle violenze

Pakistan: attacchi dei musulmani contro i cristiani in Punjab. Otto persone arse vive e 50 abitazioni rase al suolo. Un episodio di blasfemia all’origine delle violenze

Gravi violenze contro i cristiani nel Punjab pakistano. In seguito alla dissacrazione del Corano da parte di alcuni cristiani, una folla di musulmani ha dato alle fiamme 50 case e 2 chiese nel villaggio di Koriyan, mentre nella vicina città di Gojra 8 persone sono state bruciate vive. Tra loro un bambino e 4 donne. L’aggiornamento

Sexi scandalo in Kashmir. Il ministro Abdullah Omar costretto a dimettersi, ma il governatore lo riabilita

Sexi scandalo in Kashmir. Il ministro Abdullah Omar costretto a dimettersi, ma il governatore lo riabilita

Sexi scandalo ai vertici del governo del Jammu e Kashmir. Il ministro Abdullah Omar da le dimissioni, ma il governatore Voha le respinge per mancanza di prove evidenti del suo coinvolgimento. La vicenda risale al 2006, quando alcune ragazze compiacenti, tra le quali anche minorenni, furono messe a disposizione di politici, burocrati e capi della polizia del Kashmir. Un deja vu che non copre tuttavia la reale condizione di violenza in cui verte lo stato himalayano.

Due poliziotti uccisi a Srinagar in doppio attacco. Si teme il ravvivarsi dell’azione dei Freedom Fighters

Due poliziotti uccisi a Srinagar in doppio attacco. Si teme il ravvivarsi dell’azione dei Freedom Fighters

Doppio attacco contro la polizia kashmira a Srinagar. Ieri mattina due agenti sono stati uccisi con alcuni colpi di arma da fuoco. Ancora ignoti gli autori del blitz, ma gli esperti temono il riacutizzarsi degli scontri tra forze di sicurezza e militanti kashmiri in lotta per la libertà del Kashmir.

Pakistan, Afghanistan e Tajikistan assieme per lo sviluppo economico e la lotta al terrorismo

Pakistan, Afghanistan e Tajikistan assieme per lo sviluppo economico e la lotta al terrorismo

Intesa ‘storica’ in Centro Asia, tra Pakistan, Afghanistan e Tajikistan. Ieri i presidenti degli stati islamici hanno sottoscritto un accordo trilaterale per la cooperazione nello sviluppo dei commerci, economia e comunicazioni, promettendo di intensificare il lavoro congiunto anche nell’anti-terrorismo. L’aggiornamento.

I guerriglieri Maoisti dell’India ora puntano alle grandi città. Cresce l’allerta tra le autorità indiane.

I guerriglieri Maoisti dell’India ora puntano alle grandi città. Cresce l’allerta tra le autorità indiane.

Secondo i dati forniti in questi giorni dal Ministro degli Interni (fonte Times of India), sarebbero ben 27 i gruppi indiani riconosciuti ufficialmente, ma il numero sale a 34 se si sommano quelli stranieri, in particolare di origine pakistana, attivi in India. I guerriglieri Maoisti e le loro azioni hanno indotto le forze di sicurezza ad adottare nuove strategie.

Kashmir, si parte!

Kashmir, si parte!

Lancio un post al volo per un arrivederci a tutti. Parto per il Kashmir! Aspetto da anni questo momento, e non nascondo una certa emozione, mista alla giusta dose di adrenalina. Nel corso delle prossime viaggerò lungo il confine Indo-Pakistano, osservando con gli occhi di sempre come vive la gente in questa vibrante striscia di territorio nel cuore dell’Asia Meridionale. Novità del viaggio, si unirà anche Maurizio, responsabile tecnico di Indika, e mio fratello, che tra poche ore si godrà per la prima volta in assoluto i 41 gradi di Delhi. Buona ‘prima’ India a lui quindi! E un invito a farvi ‘sentire’ a voi tutti che leggete.

Spari lungo il confine del Jammu e Kashmir. Ucciso un soldato indiano. Il premier pakistano “non può esserci pace senza il Kashmir”.

Spari lungo il confine del Jammu e Kashmir. Ucciso un soldato indiano. Il premier pakistano “non può esserci pace senza il Kashmir”.

Spari lungo il confine del Jammu e Kashmir. Ucciso un soldato indiano, i colpi giungevano dalla parte pakistana. Ancora poco chiara la dinamica dei fatti, ma la tensione lungo il la linea di controllo cresce ancora. Sabato il premier pakistano Gilani ha ribadito che “non ci sarà pace senza il Kashmir”, ribadendo che New Delhi deve accettare di discuterne, comprendendo lo stato di confine nel Dialogo bilaterale.

Primo attentato suicida nell’Azad-Kashmir. Uccisi due soldati pakistani

Primo attentato suicida nell’Azad-Kashmir. Uccisi due soldati pakistani

Attentato suicida nell’Azad Kashmir. Si tratta del primo attentato di sempre nel Kashmir controllato dal Pakistan. Uccisi due soldati. Potrebbe trattarsi di una conseguenza dell’offensiva anti-Talebani avviata dall’esercito di Islamabad in Swat e lungo il confine nord-occidentale.

Produzione industriale a rischio in India per le continue incursioni dei Maoisti

Produzione industriale a rischio in India per le continue incursioni dei Maoisti

I guerriglieri Maoisti stanno compromettendo lo sviluppo economico nelle aree in cui operano. Si tratta di una strategia volta ad ostacolare l’espansione di modelli ‘capitalistici’, messa in atto a suo di attacchi mirati e scioperi. Sebbene New Delhi abbia recentemente dichiarato il Communist Party of India (Maoist) un gruppo terroristico, l’attività dei ribelli non sembra conoscere crisi, e la loro popolarità tra gli abitanti del territorio aumenta. Ecco l’analisi

L’India è il paese al mondo con il maggior numero di gruppi terroristici attivi entro i confini

L’India è il paese al mondo con il maggior numero di gruppi terroristici attivi entro i confini

Sono 27 le organizzazioni terroristiche ‘nazionali’ operanti all’interno dei confini indiani, cui se ne aggiungono 7 provenienti da oltre confine. Tanto basta a conferire all’India il primato di nazione con il maggior numero di gruppi terroristici attivi al mondo. Ecco l’analisi, tratta dal Times of India di ieri, con l’elenco delle principali organizzazioni.

Altri 12 poliziotti uccisi dai Maoisti in Chattisgarh

Altri 12 poliziotti uccisi dai Maoisti in Chattisgarh

Altri 12 poliziotti vittime degli attacchi dei Maoisti. Ieri, il mezzo militare sul quale viaggiavano è saltato in aria su una mina terrestre. Episodio analogo anche sabato, a 500 chilometri da Raipur in Chattisgarh, dove altri 7 militari sono rimasti feriti. Uccisi gli attentatori. E’ guerra aperta in India tra ribelli Maoisti e forze governative.

Nuovi attacchi dei Maoisti in West Bengal e Jharkand. Chiesto l’intervento di mille soldati

Dilaga la presenza dei Maoisti nelle aree tribali del West Bengal e Jharkhand. I ribelli hanno ormai preso il controllo del West Midnapore, anche grazie all’appoggio della popolazione. Gli ufficiali chiedono rinforzi a New Delhi per arginare l’azione di guerriglia contro i membri del governo e le forze di sicurezza. L’aggiornamento con il video

Il premier indiano a Zardari: “basta terrorismo dal Pakistan”. I colloqui di pace tra India e Pakistan ripartono da zero

Il premier indiano a Zardari: “basta terrorismo dal Pakistan”. I colloqui di pace tra India e Pakistan ripartono da zero

A sette mesi dai terribili attentati di Mumbai, ieri in Russia è ripreso il dialogo bilaterale tra India e Pakistan. E’ quanto emerso dai 20 minuti di colloquio tra il premier indiano Singh e il presidente pakistano Zardari, anche se le novità non mancano. Innanzi tutto, i progressi compiuti tra i due paesi dal 2004 a novembre 2008 sono andati perduti, e ora si riparte da zero, “traendo insegnamento” dall’esperienza di Mumbai e Kabul. Singh è disposto alla riapertura, ma prima Islamabad deve portare risultati concreti nella lotta al terrorismo isalmico. L’aggiornamento

Faccia a faccia tra Singh e Zardari a Yekaterinburg. Riprende il dialogo tra India e Pakistan dopo gli attentati di Mumbai

Faccia a faccia tra Singh e Zardari a Yekaterinburg. Riprende il dialogo tra India e Pakistan dopo gli attentati di Mumbai

Il premier indiano Singh incontra il presidente pakistano Zardari a Yekatarinburg, in Russia. Si tratta del primo incontro ufficiale di alto livello dagli attentati dello scorso novembre a Mumbai. Attesi segnali di apertura, ma non mancheranno i nodi (di sempre) da sciogliere: maggiore impegno nella lotta agli estremisti islamici per il Pakistan; più flessibilità sulla questione Kashmir da parte di New Delhi. Ecco l’aggiornamento e una breve analisi.

Bin Laden è in Pakistan. La CIA chiede aiuto ad Islamabad per catturarlo.

Bin Laden è in Pakistan. La CIA chiede aiuto ad Islamabad per catturarlo.

La CIA è certa che Osama Bin Laden sia nascosto in Pakistan. Lo ha annunciato il direttore Leon Panetta, auspicando un impegno congiunto delle forze armate pakistane con gli Stati Uniti per catturarlo. Il Pakistan è a tutti gli effetti il nuovo palcoscenico della lotta al terrorismo.

Mancano fondi per sostenere l’emergenza profughi in Pakistan

Mancano fondi per sostenere l’emergenza profughi in Pakistan

L’emergenza umanitaria in Pakistan sta per rompere gli argini. Le principali ong che garantiscono assistenza ai 2.5 milioni di profughi dello Swat stanno esaurendo i fondi, e non sembra possano rimpinguarli tanto in fretta. Entro fine mese mancheranno acqua potabile, assistenza sanitaria e altri sevizi vitali per sostenere chi è costretto a vivere nei campi profughi. L’aggiornamento, con i link alle principali ong operanti in Pakistan.