Entro 3 anni il governo dello Sri Lanka deve fare luce sui crimini commessi al termine della guerra civile, nel 2009. L’India vota a favore della risoluzione Onu, mentre Colombo accusa l’assemblea di Ginevra di interferenza nelle questioni interne.
E’ da tempo che parliamo della rapida ascesa e diffusione dei guerriglieri Maoisti in India. Dopo aver esteso la propria azione alle grandi città, su 630 distretti, pari ad un terzo del territorio indiano, ora puntano alle massime cariche dello stato. Ecco l’aggiornamento dopo le dichiarazioni di ieri.
E’ uscita in queste ore l’intervista realizzata da Angelo D’addesio ad Emanuele per Il Paroliere. Si tratta di un confronto a ‘ruota libera’ che dalle elezioni indiane passa alla guerra civile in Pakistan, arrivando alla (definitiva?) disfatta delle Tigri Tamil in Sri Lanka. Ecco il link al testo, realizzato dal giovane blogger e giornalista pugliese, che nelle ultime settimane ha ascoltato e riportato più voci sulla ‘questione’ indiana.
Sri Lanaka, le condizioni nel Nordest del paese restano drammatiche. Almeno diecimila le vittime, in gran parte civili, e interi villaggi rasi al suolo dai bombardamenti. Proponiamo l’analisi di Francis Boyle, esperto di diritto internazionale, riportata da Peace Reporter. “In queste ore l’esercito sta conducendo esecuzioni sommarie, sta impedendo l’arrivo di aiuti umanitari ai sopravvissuti rinchiusi in campi di concentramento, sta rimuovendo sul terreno le prove dei suoi crimini: diecimila civili massacrati in quattro mesi! Peggio che a Srebrenica, dove morirono ottomila persone… Il governo dello Sri Lanka sta violando il diritto umanitario internazionale, dopo essersi macchiato di gravi crimini di guerra e contro l’umanità. Rajapakse dice di aver salvato i civili, ma la realtà è che prima li ha indotti a rifugiarsi in massa nella No Fire Zone, poi ha tagliato i rifornimenti di cibo, acqua e medicine e infine li ha bombardati. Tutto questo è accaduto con il benestare degli Stati Uniti, che grazie ai loro satelliti e alla loro intelligence sapevano in ogni momento cosa stava accadendo, e con quello della Gran Bretagna, dell’Europa, dell’India e anche della Cina, che ha garantito a Rajapakse il suo sostegno in cambio del permesso di costruire un grande porto commerciale nel Paese”
Il futuro dello Sri Lanka potrebbe essere ad una svolta. In settimana il presidente Mahinda Rajapaksa ha dichiarato definitivamente sconfitto l’esercito delle Tigri Tamil, da settimane asserrgaliate in un fazzoletto di terra nel nordest del Paese. Il leader singalese non vuole fermarsi alla “soluzione militare”, ma intende avviare un concreto processo di riconciliazione con la minoranza Tamil, a partire dall’ammissione di una rappresentanza più nutrita nelle sedi governative. Più uguaglianza dunque, obiettivo raggiungibile solo limando gli eccessi di un sistema sociale tacciato in più occasioni di apartheid verso i cittadini Tamil. Il mondo sta alla finestra, per capire se un quarto di secolo di guerra appartiene davvero al passato.
In Sri Lanka proseguono senza sosta i bombardamenti. L’esercito di Colombo vuole mettere definitivamente fuori gioco la resistenza delle Tigri Tamil, ma sotto le bombe muoiono migliaia di civili innocenti. La situazione è gravissima, ma il governo singalese ignora gli appelli internazionali. L’aggiornamento tratto da Peace Reporter.