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Tra i fantasmi dopo le bombe, reportage da Gaza di Bernardo Valli

Tra i fantasmi dopo le bombe, reportage da Gaza di Bernardo Valli

Un reportage crudo, vissuto da dentro la Striscia, nel quale si coglie al meglio il carattere e il senso della resistenza palestinese. Consigliato da Grazia Careccia di Al-Haq, Ramallah: “I 60 anni di oppressione devono essere la necessaria cornice in cui le vicende di questo fazzoletto di terra, la striscia di Gaza e circa 45 Km per 10Km con un milione e mezzo di abitanti per la maggior parte rifugiati, vengono interpretate e presentate”.

Il conflitto Israelo-Palestinese dal 1948 ad oggi.

Il conflitto Israelo-Palestinese dal 1948 ad oggi.

L’interminabile conflitto tra Israele e Palestina rappresenta il nodo cruciale del Medioriente. In molti auspicano una soluzione sostenibile, nella speranza di riportare ad una condizione di equilibrio i rapporti tra Occidente e Mondo Arabo. Per delineare meglio i momenti cruciali di oltre 61 anni di guerre, vittime e terrore, pubblichiamo la ‘scheda conflitto’ tratta dalla rivista Peace Reporter

Il reportage: storie di ‘fosforo bianco’ a Gaza, di Alberto Stabile (la Repubblica)

Il reportage: storie di ‘fosforo bianco’ a Gaza, di Alberto Stabile (la Repubblica)

Mentre prosegue la tregua nella Striscia di Gaza, sull’esercito israeliano piovono pesanti accuse di crimini di guerra. Tra questi c’è l’uso del fosforo bianco, arma proibita dal diritto internazionale se usata su persone o in aree densamente popolate, a causa degli effetti devastanti. Sotto esame poi l’uso di nuovi missili, in grado di uccidere attraverso schegge sottili delle dimensioni di un coriandolo. Tel Aviv comunque difende i propri soldati, organizzando uno ‘scudo’ protettivo legale per evitare ripercussioni. L’approfondimento tratto da la Repubblica di oggi.

Non tutti i riservisti israeliani accettano di tornare a combattere. L’intervista al sergente Yitzhak Ben Muha

Non tutti i riservisti israeliani accettano di tornare a combattere. L’intervista al sergente Yitzhak Ben Muha

Nelle fila dell’esercito israeliano figurano pochi ma agguerriti oppositori. Sono i “refusenik”, in particolare giovani riservisti che non accettano più di essere usati come strumenti per fini diversi dalla difesa di Israele. Le conseguenze del loro dissenso sono il carcere, l’isolamento sociale e l’oppressione di un regime che in tempi di guerra usa “il pugno di ferro contro chi non combatte”.
Pubblichiamo l’intervista di Michele Giorgio al sergente Ben Muha. “Qualche anno fa credevo che i nostri leader politici fossero effettivamente impegnati a trovare una soluzione di pace ma in seguito mi sono reso conto che la sofferenza di una intera nazione sotto occupazione e anche la condizione di tanti giovani soldati, sono all’ultimo posto delle priorità dell’establishment. Per questo oggi dico «Mai più» in nome del popolo palestinese e di tutti gli israeliani che rigettano l’occupazione. Mi sento ancora un combattente, ma ora solo per la pace”. Per la versione integrale accedi al blog

Mongolia: memoria storica e voglia d’identità. Il reportage di Stefano Beggiora

Mongolia: memoria storica e voglia d’identità. Il reportage di Stefano Beggiora

Un viaggio di ricerca nel cuore di una Mongolia che cambia, sospesa tra l’eredità culturale del passato e le spinte di una modernità apparentemente lontana dai ritmi della steppa. Autore di questo affascinante reportage è Stefano Beggiora, etnografo dell’Università Cà Foscari di Venezia, capace di proporre le sensazioni di un viaggio affascinante attraverso il filtro della ricerca scientifica. Buona lettura.

Ancora esplosioni nella Striscia di Gaza, ma la tregua sembra reggere. La testimonianza di Vittorio Arrigoni

Ancora esplosioni nella Striscia di Gaza, ma la tregua sembra reggere. La testimonianza di Vittorio Arrigoni

Nei media europei rimbalza la notizia del prolungarsi della tregua tra Israele e Hamas, ma nella Striscia l’esercito di Tel Aviv continua i bombardamenti, sebbene non si siano verificati nuovi lanci di missili da parte dei ‘terroristi’ palestinesi. Nel frattempo prosegue il lavoro di recupero delle vittime, e solo ieri la mezzaluna rossa ha estratto dalle macerie altri 95 corpi, ma la popolazione tenta di riappropriarsi di un’esistenza normale. “Gli uomini tirano un sospiro di sollievo e tornano a frequentare moschee e caffè, facilmente smascherabile è il loro atteggiarsi alla normalità, per i molti che hanno perso un familiare e per i moltissimi che non hanno più dove abitare. Fingono un ritorno alla routine per incoraggiare le mogli e i figli”. Il ‘day after’ visto da Vittorio Arrigoni

L’indagine: la nave fantasma e i flussi di armi verso Israele

L’indagine: la nave fantasma e i flussi di armi verso Israele

La fragile tregua tra Hamas e Israele da poco iniziata sembra destinata a durare. Così dal mare iniziano ad arrivare nuovi aiuti umanitari per arginare l’emergenza in corso nella Striscia di Gaza. Medicinali, cibo, vestiti e medici si preparano a sbarcare sulle coste meridionali del Mediterraneo, mentre nelle stesse acque è in corso una consistente movimentazione di armamenti di provenienza americana, che si sospetta possano essere «trasferite al governo di Israele in una emergenza, previo rimborso». Sulla questione sono andati a fondo Peter Danssaert, Sergio Finardi, Pavlos Nerantzis, Carlo Tombola e Mike Lewis della Omega Foundation, presentando un’analisi della situazione che pubblichiamo su Indika.

E’ tregua a Gaza, le ultime atrocità testimoniate da Vittorio Arrigoni

E’ tregua a Gaza, le ultime atrocità testimoniate da Vittorio Arrigoni

I palestinesi sono esausti di schiattare nell’indifferenza generale, e diversi accusano anche croce rossa internazionale e Onu di non fare abbastanza. Di non ottemperare in pieno al loro dovere, di non rischiare la loro vita per salvarne centinaia di altre. Andremo noi dell’ ISM, a piedi, con delle barelle, laddove l’umanità ha oltrepassato i suoi confini e si è eclissata. In qualsiasi stato che si definisce minimante civile, l’autodifesa è proporzionale all’offesa. In questi 20 giorni abbiamo contato 1075 vittime palestinesi, l’85% civili, più di 5000 feriti, dei quali più della metà sono minori di 18 anni. 303 i bambini orrendamente trucidati. Fortunatamente solo 4 vittime civili israeliane. Come a dire che per Israele il giusto bagno di sangue per vendicare ognuno dei suoi civili ammazzati, è quello di sterminarne almeno 250 della parte avversa.

I palestinesi, un nemico anche da morti. Contributo da Gaza di Vittorio Arrigoni

I palestinesi, un nemico anche da morti. Contributo da Gaza di Vittorio Arrigoni

Secondo l’agenzia di stampa Ma’an, e la Reuters conferma, gli Stati Uniti stanno per rifornire di 300 tonnellate di armi Israele, tramite due navi cargo in partenza dalla Grecia. Armi e una grande quantità di esplosivo e detonatori, tutto il necessario per spianare la Striscia da migliaia delle sue abitazioni. Sono già 120 mila gli sfollati da Gaza a Jabalia, ma i più, compresi diversi miei amici non si sono mossi, non sanno dove rifugiarsi. Giornalisti, dottori e becchini. Sono le professioni che lavorano di più qui a Gaza, senza sosta ormai da 16 giorni. Clicca per leggere il nuovo contributo di Vittorio Arrigoni da Gaza

A Gaza nessun luogo è sicuro ormai. L’80% delle vittime sono civili. La testimonianza di Vittorio Arrigoni

A Gaza nessun luogo è sicuro ormai. L’80% delle vittime sono civili. La testimonianza di Vittorio Arrigoni

Mi chiedo come Israele possa definirsi civile e democratico, se per stanare e uccidere un suo nemico nascosto in un edificio popolato, il suo esercito non esita un attimo ad abbatterlo seppellendoci sotto decine di innocenti. Rifletteteci un attimo, sarebbe come se l’esercito italiano per catturare un pericoloso boss mafioso, iniziasse a bombardare pesantemente il centro di Palermo.

Il tiro a segno sulle ambulanze. Nuovo contributo di Vittorio Arrigoni

Il tiro a segno sulle ambulanze. Nuovo contributo di Vittorio Arrigoni

L’offensiva israeliana a Gaza “Piombo Fuso” è entrata nella terza fase. Aumenta l’intensità dei bombardamenti, aumnta il numero delle vittime, aumenta l’emergenza umanitaria. L’esercito israeliano ora spara sulle ambulanze, con la scusa proteggano dei militanti di Hamas. Da Tel Aviv arrivano rassicurazioni “ci stiamo avvicinando al nostro obbiettivo”, ma nessuno sa quale sia! Ecc la nuova testimonianza da Vittorio Arrigoni dalla Striscia di Gaza.

Striscia di Gaza, l’orrore di un assedio nel racconto di Vittorio Arrigoni

Striscia di Gaza, l’orrore di un assedio nel racconto di Vittorio Arrigoni

Accuse internazionali ad Israele per il presunto utilizzo di bombe al fosforo bianco nella Strisci di Gaza. L’orrore delle esplosioni, bambini mutilati e le atrocità che continuano nella nuova testimonianza di Vittorio Arrigoni.

E’ ancora terrore a Gaza, la nuova testimonianza di Vittorio Arrigoni

E’ ancora terrore a Gaza, la nuova testimonianza di Vittorio Arrigoni

Verso mezzanotte ho ricevuto un’altra chiamata, questa volta da Eva, l’edificio in cui si trovava era sotto attacco. Conosco bene anche quel palazzo, al centro di Gaza city, ci ho passato una notte con alcuni amici fotoreporters palestinesi, è la sede dei principali media che stanno cercando di raccontare con immagini e parole la catastrofe innaturale che ci ha colpito da dieci giorni. Reuters, Fox news, Russia today, e decine di altre agenzie locali e non, sotto il fuoco di sette razzi partiti da un elicottero israeliano. Sono riusciti a evacuare tutti in tempo prima di rimanere seriamente feriti, i cameramen, i fotografi, i reporter, tutti palestinesi dal momento in cui Israele non permette a giornalisti internazionali di mettere piede a Gaza. Non ci sono obbiettivi «strategici» attorno a quel palazzo, né resistenza che combatte l’avanzata dei mortiferi blindati israeliani, ben più a nord.

Aggiornamento da Gaza, nuovo contributo di Vittorio Arrigoni

Aggiornamento da Gaza, nuovo contributo di Vittorio Arrigoni

Nuovo impressionante contributo di Vittorio Arrigoni dall’inferno della Striscia di Gaza. “Questa non è una guerra perché non ci sono due eserciti che si danno battaglia su un fronte; è un assedio unilaterale condotto da forze armate (aviazione, marina, ed esercito) fra le più potenti del mondo, sicuramente le più avanzate in fatto di equipaggiamento militare tecnologico, che hanno attaccato una misera striscia di terra di 360 kmq, dove la popolazione si muove ancora sui muli e dove c’è una resistenza male armata la cui unica forza è quella di essere pronta al martirio…”

La testimonianza di Vittorio Arrigoni dalla Striscia di Gaza

La testimonianza di Vittorio Arrigoni dalla Striscia di Gaza

La situazione nella Striscia di Gaza è drammatica. Con il passare delle ore il conto (parziale) delle vittime aumenta. Tra queste ci sono molti, troppi civili innocenti! Intanto Tel Aviv continua ad affermare che non c’è alcuna emergenza umanitaria, impedendo l’ingresso di dottori, medicinali e aiuti da giorni fermi al confine. A condividere il terrore dei bombardamenti israeliani di questi giorni, c’è Vittorio Arrigoni, volontario pacifista italiano attualmente nei Territori Occupati. Pubblichiamo un estratto del suo diario, come testimonianza di quanto sta succedendo nella Striscia.

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