AMICI DI INDIKA

India, alla ricerca dei discendenti di Alessandro Magno. Tratto da IGN-ADNKRONOS

India, alla ricerca dei discendenti di Alessandro Magno. Tratto da IGN-ADNKRONOS

Il pittoresco villaggio di Malana è situato in una remota vallata dell’Himachal Pradesh, in posizione panoramica. Fino ad oggi però, la celebrità dell’area è rimasta legata alla qualità dell’hashish prodotto qui, ma le cose potrebbero cambiare. Secondo alcuni ricercatori, l’etnia originaria di Malana avrebbe legami diretti con le armate giunte in India attraverso i passi himalayani al seguito di Alessandro Magno. Per appurare la fondatezza dell’ipotesi, gli studiosi indiani stanno svolgendo delle analisi che potrebbero presto svelare l’esistenza della più antica repubblica al mondo. Un invito a leggere attentamente il servizio, tratto da IGN-ADNKRONOS, cui seguirà l’interessante replica di Stefano Beggiora, etnologo esperto di tradizioni tribali indiane.

L’Himalaya si scioglie: popolazioni a rischio fame. Da Rinnovabili.it

L’Himalaya si scioglie: popolazioni a rischio fame. Da Rinnovabili.it

La temperatura globale continua ad alzarsi e le conseguenze le vediamo con i nostri occhi. Piogge tropicali, ‘scomparsa’ delle stagioni, temporali violentissimi, scioglimento dei ghiacci… In vista della conferenza sul clima di Copenhagen, esperti di clima e ambiente hanno fatto il punto della situazione alla Regional Climate Change Conference di Kathmandu. Si è parlato del rapido scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya, le cui conseguenze si preannunciano disastrose.

L’Africa e la Cina di Massimo Alberizzi. Katanga Business, il film denuncia. Dal Corriere della Sera

L’Africa e la Cina di Massimo Alberizzi. Katanga Business, il film denuncia. Dal Corriere della Sera

Leggendo il Corriere della Sera di lunedì, ho trovato un interessante servizio di Massimo Alberizzi, intitolato Katanga Business, il fiml denuncia. Il giornalista italiano, uno dei maggiori esperti in ‘questioni’ africane, parla della situazione delle miniere del Congo, partendo dall’esperienza di Therry Michel, impegnato regista belga che ha da poco presentato il suo ultimo film documentario sui legami tra violenze e business nella provincia del Katanga. Si tratta di un’area ricchissima di risorse minerarie di ogni genere, finita nel mirino di autorità corrotte locali e degli interessi cinesi, indiani, israeliani, canadesi, australiani, sudafricani e statunitensi. Ecco il pezzo, che Alberizzi ha messo a disposizione per Indika, concedendoci anche una breve intervista che pubblichiamo in apertura. Per leggere e vedere il trailer del film….

L’Afghanistan alle urne. Il commento di Simona Lanzoni, direttrice di Pangea Onlus

L’Afghanistan alle urne. Il commento di Simona Lanzoni, direttrice di Pangea Onlus

Oggi in Afghanistan si aprono le urne per eleggere i rappresentanti del governo che dovranno prendere in mano le redini di una nazione allo stremo, sfibrata da decenni di guerre, violenze e soprusi. I Taliban sostengono con forza il boicottaggio, avvertendo che 200 uomini bomba sono pronti a farsi saltare in aria. Intanto parte degli elettori vendono per qualche dollaro le schede elettorali, sottraendosi in questo modo anche al pericolo di vedersi amputato il dito, quello con l’inchiostro che testimonia il voto avvenuto. Questo e altro nel puntuale commento di Simona Lanzoni, Direttrice Progetti Fondazione Pangea Onlus.

Da Repubblica: Pakistan, così Al Qaeda sogna la bomba atomica. Reportage di Guido Rampoldi

Da Repubblica: Pakistan, così Al Qaeda sogna la bomba atomica. Reportage di Guido Rampoldi

L’equilibrio interno del Pakistan si fa sempre più precario, ma Islamabad continua a sostenere la proliferazione nucleare, con un programma tanto accelerato quanto imprevedibile. Ciò contribuisce a trasformare la teocrazia islamica in uno dei paesi più instabili al mondo, con l’India a sostenere questo squilibrio per indebolire Islamabad, cui si aggiungono i timori per un crescente interesse da parte di Al Qaeda per la Bomba pakistana. Ecco l’interessante reportage di Guido Rampoldi.

Elezioni Afghanistan: l’ordine dei Taliban, “Fuoco fino al Voto”. Di Guido Rampoldi, Repubblica

Elezioni Afghanistan: l’ordine dei Taliban, “Fuoco fino al Voto”. Di Guido Rampoldi, Repubblica

Dopo anni di guerra, in Afghanistan non si intravede alcuno spiraglio di luce. Presto diversi contingenti militari occidentali se ne andranno, e la situazione per chi resta (gli Afghani) tornerà a sprofondare nel regime medievale imposto dai Taliban. Gli stessi che in vista delle prossime elezioni, minacciano di continuare con gli attacchi e le violenze, soprattutto verso chi “oserà” recarsi alle urne. Proponiamo un interessante articolo di Guido Rampoldi, inviato di Repubblica in Afghanistan.

Elezioni in Afghanistan. La “tomba degli imperi” si prepara al voto

Elezioni in Afghanistan. La “tomba degli imperi” si prepara al voto

Il 20 agosto l’Afghanistan sceglierà il suo Presidente in un clima di totale incertezza e violenza. Con questo articolo Simona Lanzoni, Responsabile Progetti presso la Fondazione Pangea Onlus, ci permette di “entrare” nelle difficili dinamiche politiche e sociali che ogni giorno vive l’Afghanistan. Qual è la posizione delle donne di fronte alle imminenti elezioni ? Quali i passi avanti nei diritti umani ?

Reportage fotografico sulla manifestazione sikh pro Khalistan da Londra. Di Lisa Ongarato

Reportage fotografico sulla manifestazione sikh pro Khalistan da Londra. Di Lisa Ongarato

Ieri abbiamo pubblicato il pezzo scritto da Lisa Ongarato da Londra, che nei giorni scorsi ha preso parte alla manifestazione pro Khalistan organizzata nella capitale inglese. Oggi proponiamo una selezione di scatti messi gentilmente a disposizione dall’autrice per Indika.

Never forget 1984. Uno sguardo su passato e presente dei sikh nel mondo. Di Lisa Ongarato

Never forget 1984. Uno sguardo su passato e presente dei sikh nel mondo. Di Lisa Ongarato

Il movimento per l’indipendenza dei sikh in India prese avvio negli anni ’70, originando nel tempo forti tensioni tra i separatisti in lotta per la propria nazione, il Khalistan, e il governo di New Delhi. Non furono pochi gli scontri armati tra esercito e guerriglieri sikh, questi ultimi sostenuti dalle numerose e ricche comunità sikh sparse nel mondo, nonchè dall’ISI, i servizi segreti pakistani interessati a destabilizzare l’India e creare un territorio ‘cuscinetto’ a ridosso del confine. L’apice delle violenze fu raggiunto nel giungo 1984, con l’avvio di una violenta repressione militare da parte delle truppe indiane (Operazione Blue Star), ordinata da Indira Gandhi. Innumerevoli le vittime, schiacciate all’interno del Tempio d’Oro di Amristar (il più importante edificio religioso dei sikh) dal sistematico ricorso all’artiglieria dell’esercito. Tuttavia, come più volte dimostrato dalla storia, la repressione difficilmente risolve i conflitti e spesso li aggrava, così, a 25 anni dall’attacco al tempio, le comunità sikh di tutto il mondo continuano a rivendicare il proprio diritto ad avere giustizia per quello che a loro avviso è stato un ‘massacro di innocenti’. Nel contempo, proseguono le spinte indipendentiste dei movimenti pro Khalistan, spesso protagonisti di attentati e azioni violente (soprattutto nel passato ma con episodi avvenuti di recente), possibili anche grazie al sostegno dell’ISI. Non mancano però i sostenitori moderati di un Khalistan libero da New Delhi, come quelli convenuti a Londra ad inizio giugno, per una massiccia manifestazione di piazza cui ha partecipato Lisa Ongarato, nostra ‘Amica’ e affezionata lettrice, che ha scritto un interessante resoconto per Indika.

IRAN: nella notte parte la retata e i ragazzi urlano la loro rabbia.

IRAN: nella notte parte la retata e i ragazzi urlano la loro rabbia.

Continuiamo a seguire i fatti dell’Iran attraverso l’occhio di Vanna Vannuccini di Repubblica. Nella capitale Teheran continuano gli scontri tra i giovani che sostengono Moussavi, e i basiji, le milizie sguinzagliate per le strade con l’ordine di sedare i focolai di protesta. Innumerevoli gli arresti, spesso indiscriminati, testimoniati dalla gente. Ci sarebbe anche un vittima. L’aggiornamento tratto da Repubblica di oggi.

Intercettazioni, via libera al ddl. Napolitano si riserva di esaminarlo

Intercettazioni, via libera al ddl. Napolitano si riserva di esaminarlo

Dall’Asia, uno sguardo attento alla nostra Italia.
Ddl sulle intercettazioni: “Mi riservo di esaminare il testo approvato e di seguire l’iter che avrà in Parlamento, per prendere poi le decisioni che mi competono. Certo, ci sono molte cose da difendere e molte cose da rinnovare” ha dichiarato il Presidente della Repubblica Napolitano.
I giornali hanno il dovere di informare. I cittadini hanno il diritto di sapere.
Firmate l’appello di Repubblica

Elezioni in Iran, sfida ad Ahmadinejad.

Elezioni in Iran, sfida ad Ahmadinejad.

Al via le elezioni in Iran. Il discusso leader Ahmadinejad insegue il secondo mandato, ma deve fare i conti con la voglia di cambiamento dei giovani iraniani. Quali le alternative alla politica radicale? Ecco l’interessante servizio dell’inviato del Corriere della Sera Andrea Nicastro.

Obamba in Medioriente, il commento di Bernardo Valli. L’incontro di civiltà.

Obamba in Medioriente, il commento di Bernardo Valli. L’incontro di civiltà.

“Change, yes we can”. Era questo lo slogan usato da Barack Obama nel corso della sua lunga campagna elettorale per le presidenziali negli Stati Uniti. Cambiamento? Si ma dove e come?!? Riprendersi dalla crisi? Riportare ricchezza e prosperità? Creare nuovi posti di lavoro? Certo, di tutto un pò. Ma il vero cambiamento dell’era Obama potrebbe essere iniziato ieri, con l’intervento del presidente americano all’università di El Cairo, parlando apertamente a favore di un riavvicinamento tra le due metà di un mondo mai come ora lontane: occidente e paesi islamici. Leggendo Repubblica di oggi, ho trovato un intervento interessante di Bernardo Valli, inviato speciale del noto quotidiano italiano nonchè esperto di politica internazionale. A voi la lettura.

Il punto con il Paroliere, intervista ad Emanuele

E’ uscita in queste ore l’intervista realizzata da Angelo D’addesio ad Emanuele per Il Paroliere. Si tratta di un confronto a ‘ruota libera’ che dalle elezioni indiane passa alla guerra civile in Pakistan, arrivando alla (definitiva?) disfatta delle Tigri Tamil in Sri Lanka. Ecco il link al testo, realizzato dal giovane blogger e giornalista pugliese, che nelle ultime settimane ha ascoltato e riportato più voci sulla ‘questione’ indiana.