INDIA – Complice il silenzio (Italic Pequod 2015)  diario di viaggio in versi a firma di Luca Buonaguidi.

Presentazione opera

Proposta di incontro tra la letteratura di viaggio e la poesia sulla scia di Blaise Cendrars, Nicolas Bouvier e altri poeti che erano soliti viaggiare e scrivere versi mentre viaggiavano, l’autore ama parlare di “testimonianza di un’esperienza, l’esperienza dell’India”.  Cinque mesi di viaggio solitario attraverso Sri Lanka, India, Bhutan,Nepal, Tibet e Kashmir, espressi in una poetica lieve ed armonica, come i paesaggi attraversati, i volti incontrati.

Indika, nell’abbracciare questo progetto, è lieta di condividere con i suoi lettori alcuni versi di Luca Buonaguidi. Con il consenso dell’autore, pubblichiamo oggi due poesie. All’itineranza spaziale, ne affianchiamo una temporale.

Nubra (Ladakh, India). Foto di Luca Buonaguidi
Nubra (Ladakh, India). Foto di Luca Buonaguidi

“Da quando sono partito
abuso all’inizio del verso
di predicati d’auspicio.
Da quando sono partito
non penso alla fine del verso
né agli avverbi finali.
Da quando scrivo questa poesia
penso a cosa e come l’ho scritta
e non che la poesia non aspetta.
Da quando la poesia è finita
resto nudo a mettere un punto
senza più motivi per spogliarmi”.
Luca Buonaguidi, Amristrar
15/06/2013

“Trattengo il respiro
che ospita l’attimo poetico,
inghiotto il tuono
che declama il canto solenne.
Perduto il nome
il vuoto verte al velo
che innesca la visione.
È questo profumo nero la notte.
Una danza furiosa
che sublima gli elementi,
un binario che s’arresta
dinanzi alla foresta intatta.
Mi pare di poter vedere
la parola lanciarsi nuda nel verso,
fiammeggiante sfiorare il cielo,
infine contenermi nel palmo della mano”.
Luca Buonaguidi, Haridwar
30/05/2013

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