Mumbai, 25 Agosto 2009. Shantaram è un libro grandioso edito in Italia da Neri Pozza, che ripercorre in 1117 pagine, gli anni trascorsi dall’autore nel cuore di ShantaramBombay. Un lungo e drammatico viaggio tra le luci e le ombre dello slum più grande d’Asia, in cui malavita, violenza e amori si intrecciano con la storia di un criminale redento evaso da un carcere di massima sicurezza in Australia. Il susseguirsi di avvenimenti talvolta incredibili in una Bombay ormai andata, hanno il sapore del racconto d’avventura, anche se prevale il taglio autobiografico. Non lasciatevi spaventare dalla mole colossale del volume, perchè lo stile snello e la capacità di tenere acceso l’interesse del lettore, vi porteranno pagina dopo pagina dalle baracche in legno e lamiera dello slum ai locali alla moda di Colaba, dalle faide tra le bande mafiose alle carceri infestate di pidocchi, per approdare agli sfarzi di Bollywood e poi ancora, sui campi di battaglia dell’Afghanistan. Uno dei meriti principali di Roberts, è a mio avviso l’abilità con cui ha saputo rendere il ‘sapore’ della metropoli indiana, descrivendone odori, colori, crudeltà e gioie con la precisione di chi le ha vissute da dentro, in prima persona.

(da Ibs) La vita di Gregory David Roberts, avventuriero dannato e redento, è talmente travagliata da sembrare un romanzo d’appendice, una storia coinvolgente che sembra nata per il cinema, tanto che la star di Hollywood Johnny Depp ne ha appena acquistato i diritti e sta già lavorando a un film… Accolto in Australia, America e Inghilterra come un “capolavoro letterario”, bestseller amatissimo da pubblico e critica, Shantaram è la storia di un percorso personale che ha inizio a Bombay, dove Roberts fugge, lasciando dietro di sé la prigione e un’esistenza distrutta dalla droga e dalla violenza. Sin dal primo giorno la città indiana lo accoglie con la sua frenetica atmosfera, con le sue miserie e le sue meraviglie, lo stupisce e lo affascina con la sua variegata umanità. Per il fuggitivo è amore a prima vista: proprio qui il suo destino imboccherà strade imprevedibili che lo condurranno ad abbracciare esperienze pericolose, uniche e intense. A Bombay Roberts, che viaggia sotto falsa identità, incontra quello che diventerà uno dei suoi migliori amici, l’indiano Prabaker, che lo soprannominerà Lin, e una donna che gli stregherà il cuore, Karla. Introdotto nell’ambiente dei residenti stranieri, per lo più occidentali coinvolti in affari loschi ma spesso dotati di gran cuore e animati da spirito di libertà e di scoperta, Roberts diventa ben presto uno di loro e stringe rapporti con la mafia indiana, diviene trafficante d’armi, contrabbandiere e falsario. La povertà e la miseria della popolazione, tuttavia, non lo lasciano indifferente e lo spingono a fondare un ricovero per mendicanti e indigenti. Seguendo le tappe di un intenso percorso di trasformazione, l’evaso più ricercato d’Australia diviene uno Shantaram, “uomo della pace di Dio”, ma il suo destino irrequieto finisce per allontanarlo anche dall’India, portandolo a combattere in Afghanistan e Pakistan tra le file dei mujaheddin: sopravviverà laddove molti intorno a lui moriranno. Tornerà infine in Europa e a Francoforte sarà arrestato: finirà di scontare la sua pena in Australia dove nel 2003 pubblica il suo romanzo autobiografico frutto di appunti, ricordi e pensieri messi per iscritto in anni di traversie. La sua lunga storia di rinnovamento, che tocca gli abissi più profondi prima di portarlo alla rinascita, vive nelle pagine di questo libro che ha il respiro delle grandi avventure e sa regalare pagine di intensa commozion

Consigliamo Shantaram a quanti amino i libri avvincenti, dai quali non si riesce a staccarsi, ma soprattutto a chi desidera addentrarsi nella vera India, in un viaggio che difficilmente potrà dimenticare.

One Response to "Recensione: Shantaram. Di Gregory David Roberts"

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