Siria, Medio Oriente. L’attualità degli ultimi anno ha imposto a tutti di riflettere sugli avvenimenti in corso in Siria, Iraq e in tutto il Medio Oriente. Una regione fragile, tormentata da guerre aperte e altre meno evidenti, meno fumose quindi ritenute innocue o per il solo fatto di non essere particolarmente fotogeniche, oscurate al grande pubblico. Le Vie del Mediterraneo continuano ad essere solcate da migranti diretti in Europa, alla ricerca di sicurezza, di salvezza, il che equivale allo status di rifugiato. Gran parte di questi disperati fuggono da città quasi rase al suolo, da assedi infiniti trascorsi tra le macerie, rinchiusi nel ventre di qualche rudere senza avere accesso ad LIMES - LE GUERRE ISLAMICHEacqua, cibo, medicinali e spesso senza poter seppellire i propri morti. Fuggono da un ‘teatro’ di grande importanza geopolitica, dove ‘attori’ regionali e non si contendono la scena, nel tentativo di rosicchiare giorno dopo giorno un pò di terreno, quindi estendere la propria area di influenza..

Per capire e conoscere meglio quello di cui parlo, segnalo (forse un pò in ritardo) un numero molto interessante della rivista Limes. Il titolo è Le Guerre Islamiche. Fonte imperdibile per estendere le proprie conoscenze sul Medio Oriente, dall’Iran ad Israele, dall’Arabia Saudita alla Turchia, dalla Russia agli Stati Uniti. Testo raccomandato!

Di seguito il sommario, tratto dal libro.

PER OBAMA, QUESTO È IL MIGLIOR MEDIO ORIENTE POSSIBILE

Riabilitato l’Iran, si profila il disegno strategico di Washington: mettere le principali potenze locali l’una contro l’altra per scongiurare egemonie e ritirarsi dalla regione. L’utilità dello Stato Islamico. Il passo falso di Mosca in Siria. I profughi sono un problema europeo.

Dario Fabbri

PIÙ ATOMICHE PER TUTTI

L’intesa sul nucleare iraniano seppellisce ciò che resta del Trattato di non proliferazione e segnala l’inconsistenza dell’Onu, chiamata solo a ratificare. Con ogni probabilità, Teheran violerà presto l’accordo. Mentre l’Occidente va in ordine sparso, fiutando affari d’oro.

di Eric R. Terzuolo

COME SI È ARRIVATI AL PATTO DI VIENNA

L’accordo sul nucleare iraniano è frutto del negoziato Stati Uniti-Iran, facilitato da alcuni incontri segreti in Oman. Una costellazione geopolitica favorevole ha determinato l’intesa, che rilegittima Teheran sul palcoscenico internazionale.

di Nicola Pedde

CATENACCIO E CONTROPIEDE LA STRATEGIA DI MOSCA NELLA PARTITA MEDIORIENTALE

La difesa a oltranza dell’alleato siriano delinea il modulo di Putin per mantenere la Russia protagonista nella regione e tutelarne interessi energetici e di sicurezza. Saldi i legami con la galassia sciita e buoni i rapporti con gli amici di Washington, il nemico di sempre.

di Fulvio Scaglione

Carta di Francesca La Barbera

ASCESA E CADUTA DELL’EGEMONISMO TURCO IN MEDIO ORIENTE

Da superpotenza regionale a esportatore di caos: come Erdoğan sta rischiando di distruggere il suo paese. Contrazione della crescita economica, fallimentare strategia anti-Asad, questione curda e gelo con Obama compromettono le ambizioni del ‘sultano’.

di Daniele Santoro

Carta di Francesca La Barbera

DOVE COLPIRE I PERSIANI? I DILEMMI DI CASA SA‘ŪD

Contenere l’Iran senza irritare gli Usa. Riyad risponde all’accordo nucleare in tre mosse: guerra agli ḥūṯī in Yemen, apertura ai Fratelli musulmani e asse difensivo antipersiano tra le potenze sunnite. Washington mette paletti in Siria. Intanto al-Qā‘ida prospera.

di Andrew Hammond

Carta di Laura Canali

ERDOGĂN SI GIOCA IL TUTTO PER TUTTO

Dopo la batosta elettorale di giugno, il presidente turco ha calato spregiudicatamente la carta anticurda per risollevare le sue sorti politiche. Così però sta sabotando la coalizione contro lo Stato Islamico. Mentre Washington, ignara, elogia il ritorno di Ankara.

di John C. Hulsman

L’IRAN ‘NORMALE’ DIVIDE GLI ARABI DEL GOLFO

L’Arabia Saudita, con il Bahrein, guida il fronte dei diffidenti. L’Oman, affiancato dal Qatar, persegue l’aperturismo. Kuwait ed Emirati Arabi Uniti sono incerti. Gli Usa puntano sul bilanciamento fra sauditi e iraniani? Il peso dei fattori energetici.

di Cinzia Bianco

TRE GENERAZIONI IRANIANE TRE GIUDIZI SUL TRATTATO

Le interpretazioni correnti in Occidente sul dibattito interno alla Repubblica Islamica sono devianti. I massimi fautori dell’intesa sono i dirigenti della prima generazione, da sempre diffidenti verso il programma nucleare. Le resistenze dei pasdaran e le ansie dei giovani.

di Nicola Pedde

(FILES) A picture taken on November 11, 2009, shows Hezbollah fighters, holding up Lebanese flags and the yellow flag of the militant Shiite Muslim group, as they parade on the occasion of Martyr’s Day in the southern suburbs of Beirut. EU foreign ministers decide on July 22, 2013 whether to blacklist the military wing of Lebanon’s Hezbollah group, with an eye also on the conflict in Syria and the possible resumption of stalled Israel-Palestinian talks. AFP PHOTO/RAMZI HAIDAR

ḤIZBULLĀH RESTA IN TRINCEA

Il Partito di Dio non crede che l’accordo sul nucleare iraniano possa sbloccare la situazione in Siria e fermare la ‘guerra dei cent’anni’ tra sunniti e sciiti. Teheran teme lo scontro con Israele. L’elezione del presidente libanese come test dell’intesa Usa-Iran.

di Alberto Zanconato

IL DILEMMA DI ISRAELE

Malgrado i proclami, l’accordo sul nucleare segnala che Obama si è rassegnato all’esistenza di un Iran atomico. Ora Gerusalemme deve scegliere: piegarsi a questa realtà o attaccare, rischiando rappresaglie e isolamento. Di Teheran non ci si può fidare.

di Zaki SHALOM

IL PROBLEMA PALESTINESE NON È PIÙ UN PROBLEMA

Dopo le rivolte arabe, l’accordo sul nucleare spinge ancora più ai margini il conflitto tra israeliani e palestinesi. Netanyahu prova a usarlo per costruire nuove alleanze nella regione. Nel frattempo i palestinesi continuano a dividersi.

di Mattia Toaldo

SE CI SVEGLIAMO, L’IRAN SARÀ PER NOI UNA GRANDE OPPORTUNITÀ

L’Italia vanta antichi e radicati rapporti economici, culturali e geopolitici con la Persia. L’accordo di Vienna apre nuovi scenari per le nostre imprese. La necessità di un approccio ‘sportivo’ per non farsi troppo condizionare dagli alleati concorrenti.

di Carlo Jean

GUERRE DI SUCCESSIONE OTTOMANA

I conflitti che incendiano lo spazio controllato un secolo fa dall’impero turco derivano dalla sua implosione. Quattro attori  – Israele, Turchia, Arabia Saudita e Iran – combattono per l’influenza nei quattro teatri principali: Siria, Libano, Iraq e Yemen.

di Federico Petroni

LE SIRIE IN VENDITA

Vista da vicino, la guerra siriana è un mosaico di trattative, conflitti e alleanze mutevoli tra gruppi armati che si contendono le spoglie del regime. Le manovre anticurde di Ankara. L’entente israelo-qaidista nel Golan. Lo Stato Islamico contro tutti.

di Lorenzo Trombetta

IN IRAQ WASHINGTON E TEHERAN RESTANO AGLI ANTIPODI

Malgrado l’accordo sul nucleare e la lotta comune contro lo Stato Islamico nel teatro mesopotamico, America e Iran non si fidano l’una dell’altro. Le ambiguità della coalizione anti-Is. Il nodo della Forza Quds. Con le tribù sunnite rischiamo di ripetere gli errori di Petraeus.

di Carlos

Bassora all’incrocio dei venti

di Lorenzo Trombetta

ERDOGĂN-ÖCALAN-DEMIRTAŞ: L’INCROCIO DI TRE AMBIZIONI DESTABILIZZA LA TURCHIA

Il leader dell’Hdp ha contribuito a sabotare il negoziato fra il ‘sultano’ turco e il capo storico curdo, basato sullo scambio presidenzialismo/autonomia, quasi una resurrezione dell’impero ottomano. Sicché il paese è sull’orlo della guerra civile.

di Daniele Santoro

IL KURDISTAN NON È VICINO

I curdi in Turchia, Siria, Iraq e Iran, tra guerra, pace e lotta per l’autonomia. Le rivalità interne a questo arcipelago etnico impediscono di coordinare forze e obiettivi. Il ruolo centrale di Öcalan e il filo-turchismo strumentale di Barzani.

di Giuseppe Acconcia

MIGRANTI COME ARMI?

La riconciliazione tra Teheran e l’Occidente non ha eliminato le tensioni nel Mediterraneo e in Medio Oriente. L’Iran resta terreno di competizione tra Usa e Russia, come la Turchia. In questa partita i flussi migratori sono forse usati per condizionare l’Europa.

di Germano Dottori

I nostri occhi cuciti col ferro

di Antonella Anedda

Carta di Laura Canali

LE CENTO BANDIERE DELL’ISLAM LIBICO

Regola sociale, ideologia rivoluzionaria, arma politica, vessillo bellico: in Libia la religione islamica assume molteplici valenze. Il nodo della šarī‘a nella nuova costituzione. Il ruolo delle milizie e degli attori regionali. Si avvera la profezia di Gheddafi.

di Giovanni Parigi

MUḪTĀR BILMUḪTĀR IL PADRINO DELLA MAFIA ISLAMISTA

Partendo dal jihād afghano, l’ex emiro di Aqim ha creato un impero criminale che si estende su quasi metà dell’Africa. L’alleanza con i tuareg. I contrasti con Drukdel. Le intelligence occidentali arrancano.

di Luciano Pollichieni

IN ARABIA SAUDITA IL POTERE INFORMALE È DI FAMIGLIA

Non solo petrodollari e obbedienza religiosa. Riyad è riuscita a tenere a freno i sudditi grazie alla cittadinanza su base dinastica. L’ideologia genealogica dei Sa‘ūd. La Guardia nazionale come premio per la lealtà delle tribù. Lo Yemen può suscitare spiriti repubblicani.

di Nadav Samin

Carta di Laura Canali

IL NUOVO MILLENNIO NASCE VECCHIO?

Il nesso fra controllo demografico e ambiente. Ha senso la fiducia infinita nella tecnologia per risolvere i problemi del pianeta? Un’interpretazione vetero-marxista delle campagne per irrobustire la natalità. Se multiculturalità significa conflitto fra culture.

di Gabriele Ciampi

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