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4 aprile 2013, Libreria Zanetti, ore 20.45 – Montebelluna. Presentazione del libro e mostra fotografica dal titolo: “Sguardi sull’India che si svela”. Modera Danilo Zanetti.

4 ottobre, Sala A Palazzo Vendramin, ore 10.30 – Venezia. Presentazione del libro. Introduce il Prof. Antonio Rigopoulos.

7 ottobre, alle ore 10 l’opera verrà presentata alla mostra “Libri in cantina” presso la Sala dei Castelli, Castello San Salvatore – Susegana (TV).

Cari lettori, con immenso piacere e un pizzico di emozione, vado a presentare il  libro di Monica, intitolato “Gli Strangolatori di Kali. Il culto thag tra immaginario e realtà storica“, edito da Aurelia Edizioni, prefazione Prof. Antonio Rigopoulos. Si tratta del portato di una lunga ricerca bibliografica, arricchita da ricostruzioni storiche e interviste a vari esperti che Monica ha conosciuto lungo il suo cammino, alcune delle quali piuttosto singolari.

Per accedere alla pagina ufficiale del volume, rimandiamo a  Aurelia Edizioni

News & Appuntamenti:

giovedì 26 aprile 2012 alle ore 10.30 presso l’Aula A di Ca’ Cappello (Università Ca’ Foscari-Venezia): incontro con l’autrice all’interno del corso “Storia dell’India” del prof. Stefano Beggiora.

3o aprile 2012 breve conversazione con l’autrice a Radio3Mondo (seconda parte del file audio).

giovedì 4 ottobre 2012, ore 10.30 presso la Sala A, Palazzo Vendramin dei Carmini, Dorsoduro 3462, Venezia: presentazione del libro con l’autrice. Introduzione del prof. Antonio Rigopoulos, Docente di Religioni e Filosofie dell’India e di Lingua Sanscrita presso l’Università Ca’ Foscari, Venezia.

domenica 7 ottobre 2012, ore 10.00 all’interno della Manifestazione Libri in Cantina 2012 (http://www.libriincantina.it/) presso il Castello di San Salvatore, Susegana- Sala dei Castelli: presentazione del libro e incontro con l’autrice.

 

«- Hai incontrato qualcuno?
– Delle tigri, ma non hanno ardito avvicinarsi.
– E uomini?
Tremal-Naik  trasalì.
– Uomini! – esclamò egli, affettando sorpresa. – Dove vuoi che abbia trovato degli uomini, di notte, in mezzo alla jungla?
– Ve ne sono, Saranguy, e più d’uno.
– Non ti credo.
– Hai udito parlare dei thugs?
– Gli uomini che strangolano?
– Sì, di quelli che adoperano il laccio di seta.
– E tu dici che sono qui? – chiese Tremal-Naik, affettando terrore.
– Sì, e se cadi nelle loro mani ti strangoleranno ».

[E. Salgari, I Misteri della Giungla Nera, Milano, Giorgio Rivieccio, 2011 (Antonio Donath, 1903)].

 

India, Raj Britannico.
Scegliere di scrivere un libro sui famigerati  “thug” (forma originaria thag) è stata una decisione che fin da subito l’autrice ha avvertito come necessaria, nella consapevolezza che la ricerca in questo campo necessitasse di essere affrontata con un taglio più scientifico, rispetto ai numerosi racconti fantastici e rifacimenti cinematografici attorno al tema.  Fin dal suo “debutto” in letteratura, l’argomento dei thag si è prestato quasi totalmente a racconti fantastici, intrisi di mistero ed avventura, mancando quasi totalmente un doveroso viaggio tra fonti bibliografiche e testimonianze storiche meno note. Verrebbe subito da chiedersi se, i thug, in veste di adoratori e seguaci della dea Kali, come loro stessi si sono sempre dipinti, o di crudeli assassini, come hanno lasciato scritto gli inglesi, siano realmente esistiti, ossia se tutto ciò che di loro si dice abbia una reale valenza storica. Narrare le vicende del fenomeno, analizzarne le caratteristiche più salienti, vederne la reale diffusione sul territorio d’India, sono gli obiettivi principali di questo saggio. Mentre il laccio di Sua Maestà si stringe sulle ricchezze del Paese, imponendo a milioni di individui il giogo coloniale, nel fitto delle giungle si diffonde il movimento della thagi. Un fenomeno occulto e violento, in cui è forte l’influenza rituale tantrica, legato in modo indissolubile alla devozione per la dea Kali. Tra i thag militano hindu di bassa casta e musulmani, animati da irriducibile fanatismo religioso che li spinge a scegliere le loro vittime all’interno di complesse liste, per poi rapirle e derubarle, prima di immolarle “sull’altare del sacrificio”, con un laccio di tessuto stretto al collo. Le gesta atroci degli strangolatori di Kali, in breve, hanno alimentato miti, creato leggende, e riecheggiato in tutta l’India, fino a scuotere la fragile morale dei conquistatori britannici, pronti a schiacciare l’ennesima barbarie, dando il via ad uno sterminio sistematico. Sull’argomento, la straordinaria operazione letteraria compiuta da Emilio Salgàri ha avuto il merito di portare il lettore italiano in luoghi lontani sia spazialmente che culturalmente, e fargli così vivere viaggi indimenticabili. Straordinario scrittore d’avventura, Salgàri diede vita a numerosi cicli letterari e a romanzi isolati, lasciando un’eredità unica, di cui I Misteri della Jungla Nera si ricordano proprio per le vicende legate ai thug. La caratteristica distintiva che ha reso celebre l’autore veronese, e lo ha fatto amare dal suo pubblico, è stata la sua capacità narrativa basata fondamentalmente sull’immaginazione verso luoghi che, di certo, egli avrebbe voluto vedere in prima persona, ma dove non si recò mai. Accanto ad una straordinaria fantasia che gli era propria e che conquistò il pubblico occidentale, si percepiva un autentico affetto, carico di meraviglia e di interesse verso popoli lontani mai visti, ma che per questo erano investiti ancor più di un fascino straordinario e di intrepido coraggio.
I thag erano definiti « bambini della Dea  » e, a questo titolo, essi erano investiti della potenza del terrore sacro che ella ispira. L’elemento devozionale nel culto della Dea così come la struttura sociale propria della comunità thag si incontrano in seno ad altre comunità marginali in rapporto alla religione indiana, soprattutto di origine tribale, le cui attività si traducono in diverse forme di manifestazioni dell’assassinio violento e del banditismo. In un tale contesto storico,  l’autrice tenta di strutturare un argomento troppo spesso romanzato, in nome di un lavoro attento e minuzioso sulle fonti storiografiche a disposizione.
Monica Guidolin. Foto di E. Confortin

In questo contesto si inserisce la ricerca di Monica che, con rigore scientifico, ha saputo allentare le spire della letteratura ottocentesca, svelando l’importanza sociale della “thagi”, e ridando al movimento la giusta valenza storica. Pagina dopo pagina vengono delineati i tratti salienti di una ritualità antica, lontana dai modelli occidentali e per questo temuta, osteggiata, combattuta in un insanabile scontro tra culture,  allora come oggi di grande attualità.  Della società thag l’autrice analizza con dovizia di dettaglio i contesti sociali e le trasformazioni storiche, inquadrandole all’interno dei diversi approcci storiografici, contro ogni deriva atemporale che vagheggia un’ India ‘eterna’, sempre uguale a se stessa. L’opera si colloca come  primo lavoro serio e documentato in italiano  sulla storia del movimento dei thag/thug.

Monica Guidolin
 

 

 

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Ethnorema – Numero 8 (2012)

 

 

6 Responses to "“Gli strangolatori di Kali. Il culto thag tra immaginario e realtà storica” di Monica Guidolin"

  1. Monica  17 maggio 2012

    Caro Pierluigi, ti ringrazio molto per l’attenzione. Spero di poter fare presto una presentazione del libro a Roma. Non mancherò di segnalare l’appuntamento. Saluti, Monica

  2. pierluigi sacconi  17 maggio 2012

    monica ti seguo sul web, mi piacerebbe conoscerti: quando passi per roma, magari per presentare un tuo libro faccelo sapere. saluti
    pierluigi

  3. Maddalena  9 febbraio 2012

    Congratulazioni Monica! in attesa dell’incontro con la scrittrice e con la sua dedica, ti saluto con affetto!

  4. Francesco Brunello Zanitti  4 febbraio 2012

    Complimenti Monica!!

  5. Monica  27 gennaio 2012

    Cara Lara, ti ringrazio molto! In bocca al lupo per tutto.

  6. lara  27 gennaio 2012

    Complimenti per il tuo nuovo lavoro Monica!

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