New Delhi. Ricercatore di Cà Foscari, nonché docente di Storia dell’India al Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, Stefano Beggiora è stato premiato a New Delhi, assieme ad altri dieci studiosi internazionali, durante le celebrazioni dell’anniversario dei 100 anni del Premio Nobel per la Letteratura (1913) di Rabindranath Tagore. La cerimonia si è tenuta l’8-9-10 maggio, presso la Sapru House sede dell’Indian Council of World Affairs –ICWA della capitale indiana, e ha incluso una conferenza internazionale dal titolo: “Rabindranath Tagore – Legendary Envoy of India: His Vision of India and World”.
Il progetto, lanciato dal Governo Indiano, propone un momento di riflessione e analisi sull’ eredità globale del sommo poeta Rabindranath Tagore come inviato d’India nel mondo, mettendo in evidenza la sua personale visione di un’India indipendente in un mondo contraddistinto dai valori della solidarietà e della pace. Un nuovo progetto editoriale si propone di esplorare i viaggi del poeta nei vari paesi del mondo attraverso l’analisi di come tali esperienze abbiano contribuito alla maturazione della sua personale filosofia di internazionalismo, universalismo, umanesimo e unità spirituale e religiosa dell’uomo. Al progetto partecipano i trentaquattro paesi che il poeta visitò durante la sua vita, dall’Argentina al Giappone, attraverso articoli e contributi di docenti e studiosi del settore. Fra le prime dieci ‘nominations’, l’ICWA ha ritenuto meritevole il progetto di studio di Stefano Beggiora, ricercatore a Ca’ Foscari (Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea) che ha partecipato per l’Italia su invito del Consolato Generale d’India di Milano.
“Sono stato invitato a prendere parte a questa conferenza internazionale su Tagore, i cui lavori saranno raccolti in un libro di prossima uscita dedicato al grande poeta indiano”, spiega Beggiora, che aggiunge “ho avuto la possibilità di essere accolto in Parlamento, ‘Rashtrapati Bhavan’, alla presenza del presidente della Repubblica indiana Pranab Mukherjee nel corso di una cerimonia ufficiale” .
Il ricercatore veneziano ha dunque colto con favore l’invito giunto dal Governo Indiano attraverso l’Home Ministry a presentare il suo lavoro a Delhi, ricevendo la premiazione dall’ICWA per il contributo al progetto “Tagore – Legendary Envoy of India”:
“Il compito assegnato ai diversi studiosi e ricercatori stranieri è consistito nella preparazione di un saggio circa la visita di Tagore in ciascuno dei paesi in cui egli ebbe modo di recarsi. Io ho proposto un’analisi storica dei suoi viaggi in Italia (1925, 1926) e dei legami con le personalità italiane del periodo. Ricostruendo i rapporti culturali tra intellettuali bengalesi e il nostro paese (tra XIX e l’inizio del XX secolo), ho sottolineato come la storia d’Italia sia servita da modello per molti pensatori indiani nell’immaginare la strada verso l’unità indiana. I grandi cambiamenti del Risorgimento italiano (Mazzini ad esempio fu tradotto in molte lingue indiane) sono stati fonte di ispirazione per il Rinascimento bengalese. Sulla base di tale fascino, Rabindranath Tagore si avvicinò all’Italia, nel tentativo di esplorare la situazione politica locale, nonché di promuovere lo scambio culturale. Purtroppo, nel periodo tra le due guerre mondiali, l’Italia si avviava velocemente verso una delle pagine più buie della sua storia moderna. L’ascesa del fascismo, fervente modello culturale motivato dal nazionalismo e dal mito della gloria di Roma, ingannò molti. Infatti se da un lato, il poeta ricevette feste, onori e il genuino affetto del pubblico italiano, d’altra parte egli si confrontò con l’austerità del regime. Tagore incontrò Benito Mussolini e figure di spicco della scuola orientalista fascista (Formichi e Tucci). È indubbio che egli ne rimase in qualche modo affascinato, per quanto inconsapevole della tragedia imminente per il popolo italiano. Ciò lo trascinò suo malgrado nell’arena politica di un’Europa in fermento. Col senno di poi diremo che Tagore nutrisse sincera ammirazione per l’Italia, per quanto ne criticasse amaramente la situazione politica. Più che l’abiura formale del fascismo che fece allora, la sua eredità più grande furono i suoi discorsi: la forte condanna della guerra, il promuovere la filosofia dell’internazionalismo, la spiritualità, l’approfondimento e lo scambio culturale fra i paesi, soprattutto in termini di formazione dei giovani”.
Durante la premiazione è stato anche illustrato il primo step del progetto (una preliminare pubblicazione, “Tagore and Diplomacy”, iniziata nel 2011, anniversario dei 150 anni della nascita del poeta). Alcuni fra gli importanti studiosi che a livello internazionale hanno partecipato al progetto: Sugata Bose (US), Kathaleen O’ Connel (Canada), William Radice, Michael Collins, Kalyan Kundu (UK),  Sergei Dmitriyevich Serebriany (Russia), Stefano Beggiora (Italia), Gustavo Canzobre (Argentina), Dimitrios Vassiladis, Andreas L. Katonis (Grecia), Dong Youchen, (Cina), Yukifumi Takeuchi (Giappone), Ghada Ahmed Nabil Mahmoud Mostafa (Egitto), Imtiaz Ahmed, Alimur Rahman Khan (Bangladesh), Ehsan Aghaabbaslou (Iran), e molti altri.