A partire dal primo di settembre e fino al 9, la città di Rovereto ospita il Festival “Oriente Occidente. Incontri di Culture“, un appuntamento artistico di una bellezza istrionica e di una ricchezza polivalente che la città trentina rinnova ogni anno, ormai da trentadue anni.  I luoghi prediletti ad accogliere l’evento oscillano tra gli spazi  del Museo di Arte Contemporanea- MART di Rovereto e il Teatro Sociale di Trento, anche se non mancheranno appuntamenti in altri luoghi significativi delle due città, come da programma. La combinazione di danze e musiche provenienti da paesi molto lontani fra loro, secondo un’attenzione sensibile agli scenari artistici in movimento, alle tendenze, ai nuovi linguaggi comunicativi, non possono che dirci come “Oriente Occidente”  sia in realtà il luogo che contiene il qui e l’altrove, senza soluzione di continuità.

Il lavoro di curiosa indagine che Rovereto vuole raccontare in questa edizione si traduce con lo sforzo di unire più livelli di comprensione: accanto alla componente danzante e musicale (programma dettagliato), il Festival  indagherà i nuovi mondi anche attraverso la sezione Linguaggi con il contributo di studiosi internazionali (antropologi, giornalisti, sociologi, geografi, registi, etc) che  si interrogheranno sulle definizioni di viaggio, sui suoi aspetti più o meno simbolici,  e sulle sue molteplici dinamiche (Sezione Linguaggi).
Riportiamo nel dettaglio i contenuti del Festival (www.orienteoccidente.it).

Oriente Occidente dopo aver esplorato i Paesi delle rotte di Ulisse, proprio come Ulisse, supera i confini delle Colonne d’Ercole e si proietta verso nuovi  mondi.
Sarà ancora una volta il mare a collegare l’Europa a terre e culture lontane, e lo sguardo si poserà su Brasile e Cuba, su Giappone e Singapore, senza dimenticare l’Africa. Per questa edizione si alterneranno le più interessanti compagnie internazionali che, in sintonia con l’anima di questo festival, ci avvicineranno a culture nuove, incroci di tradizione e contemporaneità.
In tempi in cui si dibatte sempre più di melting pot culturale e di interrelazioni fra popoli, la danza diventa ancora una volta occasione per indagare su alcuni di questi esiti.
Oriente Occidente, da sempre punto di riferimento per la più significativa danza internazionale, guarda questa volta ai nuovi mondi e a scenari ancora da svelare. Il Festival proporrà così le suggestioni provenienti da terre giovani, intese non solo in senso geografico.
Ospiti di questa edizione sono coreografi per lo più di formazione europea, fortemente ispirati da contaminazioni e innesti con altri orizzonti culturali; porteranno a Rovereto tutte prime nazionali.  L’apertura è riservata a uno degli astri della danza contemporanea, Emio Greco, attivo in Olanda, che torna dopo anni di assenza a quel festival che lo vide nel 2002 autore per la prima volta in Italia, suo paese d’origine. Assieme a Pieter C. Scholten debutterà col nuovo spettacolo Passione in Due in dimensione solistica, con la musica di Bach adattata ed eseguita live dal compositore Franck Krawczyk.
È atteso con curiosità il secondo spettacolo in programma: Por Um Fio, in cui Jomar Mesquita rende omaggio ad Arthur Bispo do Rosario (1909-1989) – una leggenda nel mondo dell’arte brasiliana – con una irresistibile miscela di samba, forrò, merengue, danza contemporanea e un visual design, composto da fili tessuti che ricordano i ricami delle opere di do Rosario.
La giapponese Carlotta Ikeda, e la sua compagnia Ariadone che ha sede in Francia, si fa prospettiva femminile della danza Butoh, la cui forza drammatica in questa coreografia sfuma in ironia da cabaret.
Propongono una vivace commistione tra riflessione e vitalità Marcia Milhazes (Brasile) e Isabel Bustos (Cuba), che incarnano la più schietta anima dell’America latina, declinandola attraverso gli insegnamenti delle migliori scuole europee in dialogo con le arti visive e plastiche.
Ancora contaminazioni nella performance di Aurelia Baumgartner (Germania) e Silvio Cattani (Italia), incontro tra scrittura coreografica e pittura, video arte, installazione. Grande attesa e curiosità per Sharon Fridman, giovane interprete di origine israeliana in Spagna dal 2006, considerato dalla critica una delle più interessanti promesse dell’arte coreutica, e per Kuik Swee Boon (Singapore) alla guida di T.H.E. Dance Company, compagnia asiatica di punta della scena orientale, per la prima volta in Italia.
Ospite di Oriente Occidente anche il Kenia, con Fernando Anuang’A, danzatore e coreografo autodidatta, a Rovereto con i Maasaï Vocals che intonano canti di nascita e di morte, di lavoro o di gioco, scandendo il ritmo dei caratteristici slanci e salti in verticale.
Completeranno il programma del festival, lo spettacolo vincitore della passata edizione del concorso coreografico Danz’è della compagnia Petranura Danza Megakles Ballet (Italia) e il Site Specific Young Project, laboratorio formativo creato da Mauro Astolfi, che firma la regia dell’esibizione di undici giovani danzatori trentini nel foyer dell’Auditorium Melotti al Mart di Rovereto.

Per informazioni:

T 0464 431660
F 0464 421404
festival@orienteoccidente.it
www.orienteoccidente.it.

Comunicazione Oriente Occidente

Mariangela Rovaldi
Tel. 02 58319497 – 02 58319903
Cell. 340 2346818
E mail: icrangela@tin.it

Maria Teresa Ferrari
Tel. 045 8347891
Cell. 335 5650818
E mail: info@mariateresaferrari.it

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