Venezia, 7 Giugno 2011. Cari lettori di Indika, domenica scorsa sono stato con Monica alla Biennale di Venezia. Per questioni di tempo siamo riusciti a visitare soltanto l’Arsenale. Diversamente da quanto dichiarano molti media nazionali, propone molte opere interessanti, che meritano senza dubbio una visita. Moltissimi gli artisti asiatici, tra i quali in prima asoluta autori dal Bangladesh, e ritorni dopo lungo tempo di Iraq, India, Cuba, Costa Rica e altri ancora.

Vista la natura del nostro blog, vi proponiamo un approfondimento con nostra contenuta galleria di immagini sul Padiglione India, curato da Ranjit Hoskote, intitolato “Tutti sono d’accordo: sta per esplodere…”. Gli autori delle opere esposte sono Zarina Hashmi, Praneet Soi, Gigi Scaria e The Desire Machine Collective (Sonal Jain e Mriganka Madhukaillya), legati alla Lalit Kala Akademi, New Delhi (L’Accademia Nazionale di Arte dell’India).
Tratto dal sito della Biennale: la storica occasione del primo padiglione nazionale dell’India alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia che sarà organizzato dalla Lalit Kala Akademi, l’Accademia Nazionale di Arte dell’India, e curato dal poeta e teorico culturale Ranjit Hoskote – fornisce un’opportunità per allargare l’idea dell’India. Questo padiglione si avvicinerà a questa idea attraverso le metafore della pratica trans culturale, della migrazione e della contaminazione reciproca. Certamente questo padiglione è concepito per servire come un laboratorio in cui metteremo alla prova alcune posizioni chiave riguardanti il panorama artistico Indiano contemporaneo. Attraverso di questo, saremo in grado di vedere l’India come un’entità concettuale che non è basata solamente nel territorio, ma che si estende anche in uno spazio globale dell’immaginazione.
L’obiettivo di Hoskote, nel selezionare gli artisti, è di rappresentare un insieme di pratiche artistiche concettualmente rigorose ed esteticamente ricche, che vengono esibite parallelamente al mercato dell’arte. Oltretutto queste pratiche non sono ancora state valorizzate dal sistema delle gallerie e dal circuito delle aste.
La manifestazione indiana si concentrerà poi su di posizioni artistiche che enfatizzano la natura di interculturale della produzione artistica contemporanea: parte dell’arte più significativa che viene creata oggi attinge ad una diversità di luoghi, a differenti economie di produzione dell’immagine e a svariati contesti storico-culturali.
I quattro artisti/ gruppi di artisti scelti per rappresentare l’India in questo padiglione sono:
1. Zarina Hashmi (stampatrice e artista di materiali misti; nata ad Aligarh nel 1937; ora vive e lavora a New York)
2. Praneet Soi (pittore, scultore, video artista; nato a Kolkata nel 1971; ora vive e lavora ad Amsterdam e Kolkata)
3. Gigi Scaria (pittore, scultore, video artista; nato a Kothanalloor in Kerala, nel 1973; ora vive a New Delhi)
4. The Desire Machine Collective (Sonal Jain, nata a Shillong nel 1975, e Mriganka Madhukaillya, nata a Guwahati nel 1978; DMC è un collettivo mediatico con sede a Guwahati, Assam e lavora attraverso progetti di film, installazioni e per lo spazio pubblico)
Queste posizioni artistiche sono state scelte dopo una considerevole valutazione, sia per il loro indiscusso merito in quanto artisti contemporanei, sia perché articolano diversi orizzonti ideali e gruppi costituenti, cosa che diventa vitale quando si è incaricati di fare delle scelte che riflettano la vasta pluralità dell’India.
Questi artisti sono trans culturali nella portata delle loro concezioni e della loro pratica, ancora ancorate ad un forte impegno verso la specifica dinamica storica dell’Asia del Sud. Presi assieme essi impersonificano impulsi da diverse modalità regionali, lignaggi religiosi, contesti sotto-culturali, scelte estetiche e prospettive filosofiche, all’interno della più ampia formazione dell’India.
La Lalit Kala Akademi è stata in prima linea nel sostenere ed esibire la ricchezza visuale dell’India attraverso tali occasioni. Ha a suo credito il mandato di organizzare un importante festival periodico di arti visive, la Triennale India, fondata nel 1968 dallo scrittore visionario e critico Mulk Raj Anand come contributo dell’India alla creazione di un discorso storico-artistico globale presentato da una prospettiva non-occidentale. La Triennale India è stata manifestata attraverso 11 edizioni di successo.

India alla Biennale di Venezia. “Tutti sono d’accordo: sta per esplodere…”